La fascite necrotizzante è una malattia dovuta ad un’infezione in rapida diffusione, che coinvolge i piani fasciali del tessuto connettivo e ne provoca necrosi. La malattia si verifica di rado e può colpire una qualsiasi zona del corpo; una volta raggiunto il tessuto connettivo, però, l'infenzione si diffonde così velocemente che diventa difficile da fermare.
Anche se in molti casi la fascite necrotizzante è stata causata dal gruppo A beta-emolitico di streptococchi (Streptococcus pyogenes), molti ricercatori concordano nel ritenere che molti generi differenti di specie batteriche, da soli o insieme (polimicrobica), possano causare la malattia.
Occasionalmente, la specie micotica (funghi) causa la fascite necrotizzante.
Attualmente, esistono molti nomi utilizzati impropriamente per indicare la fascite necrotizzante e includono:
Mangia-carne
Infezione o malattia batterica
Fascite suppurativa
Cancrena cutanea
Cancrena ospedaliera
Cancrena di Meleney
Cancrena di Fournier
Cellulite necrotizzante
Quando si verifica
A seconda delle tipologie, la fascite necrotizzantesi verifica:
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Malattia di Kussmaul
Insufficienza venosa
Dopo un trauma o un intervento chirurgico se di tipo 1, e può formare piccole quantità non rilevabili di gas
Dopo un trauma nalla pelle (tagli, abrasioni e punture di insetti) se di tipo 2, e infetta i piani facciali più superficiali
Dopo un trauma o dopo le ferite contaminate con sporcizia contenente Clostridium spp se di tipo 3, e produce gas nei tessuti (cancrena) e escare necrotiche
La maggior parte delle persone colpite sono:
Immunodepressi
Persone che hanno problemi cronici al fegato
Tipi
I tipi di fascite necrotizzante vengono raggruppate da alcuni ricercatori in tre gruppi generali, più o meno in base ai generi di organismi che causano l'infezione e ad alcuni risultati clinici che purtroppo variano da paziente a paziente:
Fascite necrotizzante di tipo 1 –Causata da più di due generi batterici (polimicrobica) o raramente da un solo genere di batteri come il genere Vibrio o il genere fungino (come nella Candida).
Fascite necrotizzante di tipo 2 – Causata da Streptococchi SPP.
Fascite necrotizzante di tipo 3 – Chiamata anche cancrena gassosa di tipo 3 e causata da Clostridium SPP.
Sintomi
La maggior parte dei sintomi di fascite necrotizzante inizia con un’infezione esistente, più frequentemente su un arto o una ferita. L'infezione iniziale può dipendere da qualsiasi causa, come ad esempio:
Formazione di bolle (pareti sottili e vesciche piene di liquido)
Escare necrotiche (croste nere)
Formazione di gas nei tessuti
Fluidi e drenaggio dal sito con il progredire dell'infezione
Cause
In molti casi, la principale causa di fascite necrotizzante è determinata da batteri e solo raramente altri organismi come funghi causano questa malattia.
Lo Streptococco di gruppo A e lo stafilococco, da soli o con altri batteri, causano molti casi di fascite necrotizzante, anche se il Clostridium spp dovrebbe essere considerata come una causa, soprattutto se si trova gas nel tessuto infetto.
A causa delle migliori tecniche microbiche di isolamento per i batteri anaerobi, sono spesso rilevati nella zona infetta generi batteriche quali:
Bacteroides
Peptostreptococcus
Clostridium
Contagio
La fascite necrotizzante in genere risulta non contagiosa. Tuttavia, è possibile per le persone non infette venire fisicamente in contatto con alcuni pazienti con la malattia e infettarsi con un organismo che può causare fascite necrotizzante.
Chi sono i soggetti a rischio di contrarre la fascite necrotizzante?
Chiunque abbia un'infezione ha un piccolo rischio di contrarre la fascite necrotizzante. Il rischio aumenta se l'infezione si verifica in soggetti immunodepressi, come:
Diabetici
Anziani
Bambini
Soggetti con malattie epatiche
Soggetti che assumono farmaci immunosoppressori come la chemioterapia per il tumore
Prevenzione
La fascite necrotizzante non si manifesta se non quando l'infezione è già sviluppata nel tessuto, e solo l’immediato trattamento dell'infezione permette di fermare lo sviluppo della malattia. Inoltre, tutto ciò che può aiutare a prevenire le infezioni aiuterà a prevenire la fascite necrotizzante.
Delle buone pratiche per prevenire la fascite necrotizzante sono:
Lavaggio delle mani
Controllo di tagli o ferite alle estremità se avete il diabete
Ossigenoterapia iperbarica – L'ossigenoterapia iperbarica consiste nell'utilizzo di ossigeno puro a scopo terapeutico e portato a una pressione che supera quella dell'atmosfera; essa risulta indicata quando bisogna curare pazienti con ferite ampie o colpiti da distruzione dei tessuti.
Intervento chirurgico – Con la chirurgia è possibile asportare lembi del tessuto necrotizzante, fino ad arrivare ad amputare l'arto, se la necrosi è già in atto ed estesa in maniera irrimediabile. Il paziente viene però sottoposto a più operazioni, per via della complessità di questo intervento. Spesso si arriva al trapianto dell'arto o dell'organo interessato.
Terapia intensiva – Questa cura è utile per porre rimedio all'ipotensione, ossia risposta che l'organismo mette in atto a seguito della diffusione dell'infezione. La terapia intensiva prevede trasfusione di sangue.
Terapia antibiotica– La somministrazione di antibiotici si attua quando si sospetta che il paziente stia sviluppando una fascite necrotizzante e include quelli più efficaci, ossia: vancomicina, clindamicina e penicillina.
Quando si soffre di fascite necrotizzante è importante intervenire tempestivamente, per impedire esiti infausti nel paziente.