Kcl Retard (Potassio) è un medicinale appartenente alla classe dei farmaci detti integratori minerali ed è disponibile in compresse a rilascio prolungato da 600 mg.
A cosa serve
Klc Retard è utile per prevenire e correggere la carenza di potassio nell'organismo, generalmente accompagnata ad una sensazione di stanchezza e debolezza (astenia).
Klc Retard è particolarmente indicato se si è stati sottoposti a trattamenti con medicinali diuretici per trattare l'ipertensione, se si stanno assumendo glucosidi cardiotonici per malattie del cuore, in caso di vomito ripetuto o di diarree gravi, se sono state somministrate soluzioni prive di potassio o con elevate quantità di sali e sodio, se si fa abuso di lassativi o si soffre di fistola gastrica, cirrosi epatica, iperfunzione corticosurrenale, o si sta attraversando un periodo di stress organico (operazioni chirurgiche, gravi malattie, ecc.).
Posologia
La posologia raccomandata per Klc Retard dipende dalla propria condizione, dalle analisi del sangue, ed è affidata alla prescrizione del medico.
Dosaggio
Generalmente, la dose raccomandata di Klc Retard è di 3-6 compresse al giorno; tuttavia, questa è sempre soggetta a prescrizione medica.
Effetti collaterali
Tra gli effetti indesiderati di Klc Retard con frequenza non notavi sono: stenosi dell'intestino tenue e ulcerazioni intestinali.
Quando costa
Una confezione di Klc Retard da 40 compresse da 60 mg ha un prezzo di circa 12,00 euro.
Per ogni altra informazione si fa riferimento al bugiardino di Klc Retard.
KCl-retard è indicato per prevenire e correggere un deficit potassico dell'organismo, che si manifesta generalmente con una sensazione di stanchezza e astenia muscolare. KCl-retard dovrà essere somministrato in caso di trattamenti prolungati o intensi dell'ipertensione e degli edemi di differente eziologia con diuretici. Un apporto supplementare di cloruro di potassio è particolarmente importante quando viene prescritto contemporaneamente un glucoside cardiotonico. Perdite renali di potassio si possono avere anche in seguito ad altri trattamenti: perfusione di soluzioni prive di potassio; somministrazione di elevate quantità di sali sodici alcalinizzanti (ad es. bicarbonato), di alcuni corticosteroidi e di ACTH; abuso di lassativi. Provocano pure perdite di potassio il vomito ripetuto e le diarree gravi; la presenza di fistola gastrica, intestinale o biliare, di cirrosi epatica e di iperfunzione corticosurrenale; alcune condizioni di stress come grossi interventi chirurgici e gravi malattie. E' importante che con gli ioni K+ venga apportata una quantità equivalente di ioni Cl_ in tal modo si evita l'insorgenza di una alcalosi metabolica che può accompagnare l'ipopotassiemia. Per questo motivo, un apporto supplementare di potassio sotto forma di sali diversi dal cloruro è generalmente poco efficace.
Di regola sono sufficienti, a seconda dei casi, 3-6 compresse a rilascio prolungato al giorno (24-48 mEq di K+); attenersi, comunque, rigorosamente alla posologia fissata dal medico. Le compresse a rilascio prolungato di KCl-retard vanno prese dopo i pasti e deglutite senza masticarle.
Deve essere evitata la somministrazione di potassio in presenza di avanzata insufficienza renale con oliguria, anuria, iperazotemia, eccetto che in determinati casi particolari che richiedono tuttavia un accurato controllo di potassio sierico. Inoltre, è preferibile utilizzare un sale potassico alcalinizzante (ad es. bicarbonato) nei seguenti rari casi: acidosi ipercloremica accompagnata da ipopotassiemia (rari casi di tubulopatie con acidosi renale, uretero-sigmoidostomia), trattamento con un inibitore della carboanidrasi (generalmente in oftalmologia). Stati di deidratazione acuta, iperpotassiemia, morbo di Addison.
Il cloruro di potassio nei rari casi di soggetti con rallentamento del transito gastro-intestinale può provocare fatti irritativi. E' stata segnalata, per somministrazione di compresse di potassio gastroprotetto, la comparsa di stenosi dell'intestino tenue, associato o meno ad ulcerazioni: tale evenienza, pur non essendo finora stata segnalata per preparati in soluzione o per compresse convenzionali, deve essere tenuta presente. Non sono mai stati descritti fenomeni di dipendenza o di assuefazione. Deve adottarsi cautela nella somministrazione a pazienti con compressione dell'esofago dovuta a dilatazione atriale sinistra o con ostruzione del tratto digestivo. E' opportuno non somministrare contemporaneamente sali di potassio e diuretici risparmiatori di potassio (antagonisti dell'aldosterone, triamterene). Tenere fuori della portata dei bambini.
La somministrazione di sali di potassio per os a soggetti con meccanismi di escrezione potassica normalmente funzionanti raramente causa iperpotassiemia di grado serio. Tuttavia, se i meccanismi escretori sono alterati o se il potassio viene somministrato per endovena troppo rapidamente, una iperpotassiemia potenzialmente fatale può svilupparsi. L'iperpotassiemia è di solito asintomatica e può essere evidenziata da un aumento del potassio sierico e da caratteristiche modificazioni elettrocardiografiche (onde T appuntite, scomparsa dell'onda P, depressione del segmento S-T, prolungamento dell'intervallo QT). Le misure richieste per il trattamento comprendono: 1. Eliminazione di cibi o farmaci contenenti potassio o di diuretici risparmiatori di potassio; 2. Somministrazione endovena di 300-500 ml/ora di una soluzione di destrosio al 10% contenente 10-20 unità di insulina per litro; 3. Correzione delle eventuali acidosi con bicarbonato di sodio endovena; 4. Uso di resine a scambio ionico, emodialisi o dialisi peritoneale. Nel trattamento dell'iperpotassiemia, occorre ricordare che un abbassamento troppo rapido del potassio sierico in pazienti stabilizzati con digitale, può provocare tossicità digitalica.
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