Il veleno dei ragni per prevenire i danni cerebrali dell’ictus

Stefania Virginio

Ultimo aggiornamento – 22 Marzo, 2017

veleno dei ragni per combattere l'ictus

Un peptide derivato dal veleno dei ragni potrebbe essere fondamentale per evitare i danni cerebrali causati dagli ictus, questo secondo i risultati di un nuovo studio australiano.

I ricercatori hanno scoperto che il peptide Hi1a, presente nel veleno del ragno australiano dalla ragnatela a imbuto, blocca i canali ionici nel cervello che svolgono un ruolo nel danno cerebrale indotto da ictus.

Il leader dello studio, il professor Glenn King dell’Istituto per la Bioscienza Molecolare presso l’Università di Queensland in Australia, e i suoi colleghi, hanno recentemente pubblicato i loro risultati negli Atti della National Academy of Sciences.

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), circa 795.000 persone negli Stati Uniti subiscono un ictus ogni anno. Di questi, 610.000 ne vengono colpiti per la prima volta.

L’ictus è una delle principali cause di disabilità negli Stati Uniti, con oltre la metà dei sopravvissuti di età compresa entro i 65 anni, che vivono una mobilità ridotta a causa delle conseguenze. Paralisi o debolezza su un lato del corpo sono eventi comuni dopo un ictus, come lo sono i problemi del linguaggio e i cambiamenti comportamentali. Ciò è dovuto al danno cerebrale causato dall’ictus.

Allo stato attuale, non ci sono farmaci che possano prevenire tali danni cerebrali, ma il professor King e i colleghi dichiarano che l’Hi1a potrebbe essere un candidato fattibile.

L’Hi1a contro le lesioni indotte dall’ictus

L’Hi1a agisce bloccando l’attività dell’ASIC1a nel cervello. Questo canale ionico è un giocatore chiave nel danno cerebrale dopo un ictus ischemico, il tipo più comune di ictus, in cui il flusso di sangue al cervello viene bloccato.

Per condurre il loro studio, i ricercatori hanno somministrato una piccola dose di Hi1a (2 nanogrammi per chilogrammo) ai ratti, fino a 8 ore dopo l’induzione di un ictus. La squadra ricercatrice ha trovato che il peptide prodotto dal veleno del ragno aveva protetto il tessuto cerebrale dei roditori, così come la loro funzione neurologica e motoria.

L’Hi1a fornisce anche una certa protezione per le regioni centrali del cervello più colpite dalla mancanza di ossigeno, che sono considerate generalmente irrecuperabili a causa della rapida morte cellulare causata dall’ictus“, osserva il professore King.

I ricercatori affermano che i loro risultati potrebbero portare a nuove strategie che potrebbero migliorare in modo significativo la vita dei pazienti dopo aver subito un ictus. “Crediamo di aver trovato, per la prima volta, un modo per ridurre al minimo gli effetti dei danni al cervello dopo un ictus. Questa scoperta ci aiuterà a fornire risultati migliori, limitando il danno cerebrale e la disabilità causata da questo infortunio devastante“.

Il team sta ora cercando finanziamenti per gli studi clinici al fine di verificare la sicurezza e l’efficacia dell’Hi1a per la prevenzione delle lesioni cerebrali indotte dagli ictus negli esseri umani.

Stefania Virginio
Scritto da Stefania Virginio

La mia formazione comprende una laurea in Lettere e Filosofia, indirizzo socio antropologico e geografico, arricchita da tre Master conseguiti nel corso degli anni. La mia esperienza nel campo si estende da oltre 10 anni, durante i quali ho collaborato con nutrizionisti, endocrinologi, medici estetici e dermatologi, psicologi e psicoterapeuti e per un blog di un'azienda che produce format televisivi in ambito alimentazione, cucina, lifestyle.

a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
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