Nell’affannosa corsa alla produttività che caratterizza le nostre giornate, potrebbe capitare di sentirsi sopraffatti dalla mole di compiti da portare a termine.
Vediamo due “regole” che potrebbero rappresentare un valido aiuto per ripensare la giornata.
Se puoi farlo ora e richiede poco tempo, perché rimandare?
La one minute rule, resa popolare dall'autrice statunitense Gretchen Rubin (nota soprattutto per il suo libro The Happiness Project), è questa: “Se un compito richiede meno di un minuto per essere completato, allora dovresti farlo immediatamente, senza rimandare.”
Il ragionamento alla base è che spesso spendiamo più energia mentale a pensare di dover fare qualcosa e a rimandarlo, piuttosto che a farla effettivamente. Questi piccoli compiti, se ignorati, tendono ad accumularsi, creando un senso di oppressione e disordine, sia fisico che mentale.
Rubin fa spesso riferimento a esempi concreti, soprattutto legati alla gestione della casa e delle piccole incombenze quotidiane:
- riordinare subito: invece di lasciare i piatti sporchi nel lavandino, lavarli immediatamente dopo aver finito di mangiare;
- appendere i vestiti: non gettare i vestiti su una sedia dopo essersi cambiati, ma appenderli subito nell'armadio richiede pochi secondi;
- riporre gli oggetti: dopo aver usato qualcosa, rimetterlo immediatamente al suo posto;
- rispondere a brevi email o messaggi: se si può rispondere a un'email o a un messaggio in meno di un minuto, farlo subito invece di lasciarlo nella casella di posta in arrivo o tra le notifiche;
- buttare la spazzatura: se notiamo qualcosa che va buttato, farlo immediatamente invece di accumularlo;
- organizzare la scrivania: riporre penne, fogli e altri oggetti sulla scrivania subito dopo averli usati.
Caroline Fenkel, terapista e responsabile clinico presso Charlie Health, definisce questa regola come un vero e proprio "micro-intervento" nella nostra quotidianità.
La sua efficacia si manifesta in modo particolare quando la tendenza a rimandare è alimentata da stress o ansia, come accade frequentemente di fronte a compiti percepiti come spiacevoli o gravosi; l'idea di dover affrontare un disagio, seppur contenuto in un brevissimo lasso di tempo, appare improvvisamente molto più gestibile rispetto al quadro mentale spesso catastrofico che la nostra immaginazione tende a costruire.
Una volta superato quel singolo minuto di "sforzo", la dottoressa Fenkel sottolinea come il senso di sollievo che ne consegue vada a rafforzare la nostra capacità di tollerare il disagio e di affrontare sfide simili in futuro.
Tuttavia, l'essenza più profonda di questo approccio risiede nel piacere, spesso sottovalutato, di mantenere un certo ordine nel nostro vivere. "Piccole incombenze che tendiamo a eludere, come rispondere a un messaggio lasciato in sospeso o semplicemente portare un piatto sporco nel lavandino, possono accumularsi silenziosamente nella nostra mente, agendo come un peso invisibile che incrementa il nostro livello di stress", spiega Fenkel.
Con il tempo, questa pratica costante alimenta un senso di competenza e di efficacia personale, che a sua volta si traduce in una maggiore produttività su scala più ampia. Ogni piccola vittoria, ogni compito portato a termine, per quanto insignificante possa apparire, riveste un'importanza cruciale perché contribuisce a modificare la narrazione interiore che ci raccontiamo.
Fenkel sottolinea come la "regola del minuto" si riveli uno strumento particolarmente prezioso per chi convive con ansia, depressione, burnout e Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD).
"Quando ci sentiamo sopraffatti", spiega Fenkel, "la nostra mente tende a esagerare enormemente lo sforzo necessario per portare a termine un compito, anche il più piccolo. La regola del minuto agisce proprio come un meccanismo di 'riprogrammazione' di questa narrazione interiore distorta".
Per coloro che lottano cronicamente con la procrastinazione, questa strategia offre un punto di partenza all'azione incredibilmente accessibile e a basso rischio. Non c'è la pressione di dover affrontare subito un impegno gravoso; si tratta solo di dedicare un singolo minuto; allo stesso modo, per chi tende al disordine, rappresenta un metodo semplice e non invasivo per introdurre un po' di ordine nell'ambiente domestico, un piccolo passo alla volta.
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"E per le persone che vivono con l'ansia," aggiunge Fenkel, "questa regola introduce un senso di padronanza. Dimostra concretamente a se stessi che si è capaci di compiere quel primo, cruciale passo. Molto spesso, l'ansia legata all'anticipazione di un compito si rivela ben peggiore della sua effettiva esecuzione".
Uno degli aspetti più interessanti e versatili di questa regola risiede nella sua capacità di adattarsi perfettamente al punto in cui ci troviamo: "Non si tratta di inseguire la perfezione o di diventare iper-produttivi a tutti i costi," chiarisce Fenkel, "ma piuttosto di costruire, passo dopo passo, una maggiore fiducia nelle proprie capacità".
Ogni volta che riusciamo a portare a termine anche il più piccolo degli impegni, stiamo in realtà rafforzando il nostro senso di "agency", la percezione di avere il controllo e la capacità di agire nel mondo.
Va comunque tutto storto? Puoi sempre ricominciare
Secondo Kamini Wood, imprenditrice, life coach e fondatrice di Live Joy Your Way, esiste una strategia mentale incredibilmente liberatoria, definita the rule of thirds, che ci offre l’opportunità di percepire la giornata non come un blocco unico, con una sola possibilità di successo, ma come tre "ripartenze" nell'arco di 24 ore.
L'idea è concettualmente semplice ma profondamente trasformativa: dividere la giornata in tre segmenti distinti.
Dunque, se la mattinata prende una piega inaspettata, se gli imprevisti si accumulano e l'umore ne risente, non è necessario arrendersi all'idea di una giornata irrimediabilmente compromessa: la "regola dei terzi" ci offre la possibilità di premere un simbolico "reset" e riprovare con il pomeriggio.
Chiunque può beneficiare di questo cambio di mentalità, specialmente coloro che tendono a scoraggiarsi facilmente e a lasciarsi sopraffare da un piccolo contrattempo, cadendo in un vortice di negatività.
Per aiutarsi attivamente a superare quei momenti negativi che inevitabilmente possono presentarsi, Kamini Wood suggerisce una pratica di consapevolezza molto efficace: etichettare verbalmente ogni segmento della giornata.
Infatti, l'atto di dare un nome a ciò che è trascorso e a ciò che sta per iniziare può avere un potere sorprendente nel cambiare la nostra prospettiva.
Ad esempio, se il pomeriggio è stato particolarmente impegnativo e magari costellato di incontri difficili, si potrebbe dire: "I miei incontri pomeridiani sono stati davvero duri, mi hanno lasciato un senso di insoddisfazione. Ma ora è sera, ho un'altra possibilità, un nuovo spazio di tempo per dedicarmi a qualcosa di diverso".
Per sigillare simbolicamente la fine di un segmento stressante della tua giornata e prepararsi ad accogliere il successivo con una mente più serena, Wood raccomanda di concedersi un breve momento di transizione: infatti, un semplice respiro profondo e/o un piccolo allontanamento dall'ambiente che ha generato lo stress possono fare una grande differenza.