Come accudire al meglio un malato di Parkinson

Come accudire al meglio un malato di Parkinson

Il morbo di Parkinson, così chiamato dal nome del chirurgo James Parkinson che, per primo, ne descrisse i sintomi, è una malattia neurologica cronica che colpisce le capacità del cervello di controllare i movimenti, l’equilibrio, il parlare e lo scrivere. Tra le malattie appartenenti al gruppo dei disordini del movimento è la più diffusa ed è, purtroppo, presente in tutto il mondo. Sono molti i familiari che si trovano ad accudire un malato di Parkinson. Questa piccola guida è per loro.

L’assistenza ai malati di Parkinson

I malati di Parkinson necessitano di assistenza continua ed è per questo che, al momento della diagnosi, cambia la vita del malato, ma anche di chi gli è affianco, i cosiddetti caregivers, ossia coloro che assistono il malato quotidianamente.

Il loro ruolo è fondamentale perché essi permettono al malato di avere un forte aiuto psicologico nell’affrontare la malattia, in particolar modo dopo la diagnosi, quando si tende a crollare psicologicamente al solo pensiero di dover affrontare un così lungo calvario.

La prima cosa da fare in quel momento è rivolgersi a una delle tante associazioni no profit nate appositamente in tutto il mondo per offrire assistenza ai malati di Parkinson. Sono proprio tali associazioni ad aver stilato una serie di consigli che i caregivers possono seguire per contribuire a migliorare la vita dei malati, diminuendo i danni di questa brutta malattia.

Come cambia lo stile di vita dopo la diagnosi di Parkinson

Inizialmente, il morbo di Parkinson non comporta notevoli cambiamenti, ma essi diventano evidenti man mano che la malattia progredisce.

A tal proposito, è importante seguire, oltre una cura farmacologica, anche e soprattutto una corretta terapia fisica. La fisioterapia, ad esempio, può essere di grande aiuto nel facilitare i movimenti che la malattia impedisce. Ogni paziente ha le proprie necessità ed è in base a queste che va sviluppato il programma fisico più idoneo, ovviamente dopo aver consultato il medico.

I malati, di solito, all’inizio della malattia, tendono a isolarsi e, quindi, spingerli a fare attività fisica e svolgerla insieme a loro, può aiutarli fisicamente e moralmente. Secondo falsi miti, i malati di Parkinson, non possono viaggiare. Invece, hanno soltanto bisogno di programmare meglio il viaggio seguendo alcuni consigli, quali:

  • Segnare ovunque tutti i numeri dei contatti di emergenza e del medico da contattare in caso di problemi
  • Portare con sé il giusto rifornimento di farmaci durante il viaggio oppure controllare se siano disponibili nel luogo di destinazione
  • Se in aereo, recarsi prima in aeroporto per risolvere gli eventuali problemi che potrebbero sorgere
  • Pianificare attentamente la vacanza, evitando di stancarsi in modo eccessivo

Farmaci: quando, come e dove

Per quanto riguarda l’assunzione dei farmaci, è opportuno:

  • Non sostituire il contenitore originale dei farmaci
  • Segnare l’ordine e le modalità di assunzione
  • Mettere al corrente di tutte le assunzioni e le eventuali modifiche sia il medico sia gli altri membri della famiglia
  • Fare attenzione a eventuali effetti collaterali dei farmaci
  • Se notate dei comportamenti “compulsivi” o vistosi cambi di personalità da parte del paziente, parlatene prima con lui e poi col medico curante

Cosa mangiare quando si soffre di Parkinson

È importante che il malato di Parkinson abbia un corretto regime alimentare perché un eccessivo sovrappeso diventerebbe un ulteriore ostacolo al movimento.

Il medico può suggerire la dieta adatta a ogni paziente che tiene conto, ad esempio, anche di eventuali problemi di deglutizione o simili ed è fondamentale anche per il funzionamento dei farmaci.

Il Parkinson, purtroppo, non ha ancora una cura definitiva. Certo, si spera che un giorno la si trovi ma nel frattempo si può soltanto cercare di migliorare la vita dei malati e cercare di offrire loro un minimo di sollievo per una malattia che, purtroppo, è degenerativa.

L’augurio più grande è che questi piccoli consigli possano essere di aiuto a chi è costretto a convivere con questa brutta malattia che cambia la vita del malato e chi lo circonda!

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