Tumore al seno

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Il tumore al seno è un tumore maligno (un insieme di cellule tumorali) derivanti dalle cellule del seno. Il tumore al seno è uno dei tumori più comuni.

Cos'è il tumore al seno?

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Il tumore al seno è un tumore maligno (un insieme di cellule tumorali) derivante dalle cellule del seno. Il tumore al seno è uno dei tumori più comuni.

Quali sono i diversi tipi di tumore al seno?

Ci sono molti tipi di tumori al seno. Il tipo più comune di tumore al seno è il carcinoma duttale in situ. Questo tipo di cancro non si è diffuso e, pertanto, di solito ha un tasso di guarigione molto alta. Altri tipi sono:

  • carcinoma duttale invasivo: inizia in un condotto del seno e cresce nel tessuto circostante. Quest'ultimo è la forma più comune di tumore al seno
  • carcinoma lobulare invasivo: questo tipo di tumore al seno inizia nelle ghiandole del seno che producono latte

Il resto dei tumori al seno sono molto meno comuni e sono i seguenti:

  • carcinoma mucinoso: è formato da cellule che producono muco
  • carcinoma midollare: è un cancro al seno infiltrante che si presenta tra il tessuto canceroso e il non canceroso
  • tumore al seno infiammatorio: questo tipo di tumore rende la pelle del seno rossa e calda (dandogli l'aspetto di una infezione). Questi cambiamenti sono dovuti al blocco dei vasi linfatici da parte delle cellule tumorali
  • triplo-negativi tumori al seno: questo è un sottotipo di tumore invasivo e tende a comparire più spesso nelle donne più giovani
  • malattia di Paget del capezzolo: questo tipo di tumore inizia nei dotti del seno e si diffonde al capezzolo e alla zona circostante il capezzolo. Si presenta di solito con formazione di croste e rossore intorno al capezzolo
  • carcinoma adenoideo cistico: questo tumore ha sia caratteristiche ghiandolari che cistiche. Tende a non diffondersi in modo aggressivo e ad avere una buona prognosi

Quali sono le cause di tumore al seno?

Ci sono molti fattori di rischio che aumentano la probabilità di sviluppare il tumore al seno, come:

  • alcol
  • età: il tumore al seno è più comune in adulti e anziani
  • storia familiare
  • storia personale
  • mestruazioni: le donne che hanno iniziato il loro ciclo mestruale in età più giovane (prima dei 12 anni) o sono andate in menopausa più tardi (dopo i 55 anni) hanno un rischio leggermente aumentato
  • tessuto mammario: le donne con tessuto mammario denso hanno un rischio maggiore di tumore al seno
  • etnia: le donne bianche hanno un rischio maggiore di sviluppare cancro al seno, ma le donne afro-americane tendono ad avere tumori più aggressivi
  • esposizione alle radiazioni del torace
  • non avere figli o il primo figlio dopo i 30 anni
  • allattamento al seno per un anno e mezzo o due anni potrebbe leggermente ridurre il rischio di tumore al seno
  • sovrappeso

Quali sono i sintomi del tumore al seno?

Il primo avviso di un possibile tumore al seno è la presenza di un nodulo, un piccolo grumo che può essere sentito dalla donna, soprattutto con l’autoesame del seno ed essere confermato dal medico anche con uno screening mammografico.
All’autopalpazione il nudulo, che non scompare e non cambia dimensioni con il ciclo mestruale, appare duro e attaccato, cioè non cambia posizione se si tenta di spostarlo e non è doloroso. Se si riscontra la presenza di un nodulo al seno, è bene controllare la presenza di formazioni noulari anche sotto le ascelle, un segnale che potrebbe indicare la diffusione del tumore ai linfociti.

Vista l’importanza della diagnosi precoce è sempre importante sottoporsi ad accertamenti medici se si dovesse riscontrare la presenza di un nodulo, anche se è bene ricordare che, il più delle volte, il nodulo si dimostra privo di significato patologico. 
Molto spesso si notano cambiamenti estetici visibili nel seno. Tra questi i più frequenti sono dei raggrinzimenti della pelle, la pelle a buccia d’arancia, capezzolo che tende a cambiare direzione dall’interno all’esterno, diventa doloroso e può presentare arrossamento, sintomo del tumore di tipo infiammatorio.

 Altri sintomi sono:

  • secrezioni mammarie
  • seno arrossato
  • dolore al capezzolo
  • gonfiore di parte del seno

Come viene diagnosticato il tumore al seno?

L’utilizzo della mammografia di screening permette allo specialista di vedere segni diretti o indiretti che possono consigliare di approfondire le indagini. Al giorno di oggi esiste la tomosintesi che è una mammografia con ricostruzione bidimensionale. Salvo donne a rischio la mammografia entra nello screening tra i 50 e i 70 anni. Fino ai 30 anni basta la ecografia. Dopo i 30 anni si inizia con la mammografia . Tra i 40 e i 50 se vi è un rischio familiare è utile la mammografia con la ecografia ogni anno

Qual è il trattamento per il tumore al seno?

Le pazienti con il tumore al seno hanno molte opzioni di trattamento. La maggior parte dei trattamenti sono regolati specificamente per il tipo di cancro. La maggior parte delle donne con tumore al seno richiedono intervento chirurgico. In generale, le terapie chirurgiche per il tumore al seno possono essere divise in:

  • intervento conservativo della mammella
  • mastectomia: è rimosso tutto il tessuto del seno

La chirurgia conservativa del seno rimuove solo una parte del seno. L'entità dell'intervento è determinata dalla dimensione e dalla localizzazione del tumore. La radioterapia distrugge le cellule tumorali con raggi ad alta energia ed è spesso impiegata dopo gli interventi. La chemioterapia è un trattamento di tumori con farmaci che viaggiano attraverso il flusso sanguigno alle cellule tumorali. Questi farmaci sono forniti per via endovenosa o per via orale. La chemioterapia può avere indicazioni diverse e può essere eseguita in contesti diversi.

Quali sono i centri specializzati per la cura del tumore al seno?

In Italia esistono alcuni centri specializzati che costituiscono eccellenze sanitarie come lo IEO, Istituto Europeo di Oncologia, che si trova a Milano ed è stato fondato da Umberto Veronesi ed ha raggiunto una fama internazionale per la qualità delle cure e l’attenzione alla ricerca. Sempre a Milano è presente lo storico Istituto Nazionale dei Tumori, oggi Fondazione con qualifica  I.R.C.C.S. (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico).

A Roma il centro Agostino Gemelli, Policlinico Universitario. A Firenze la Fondazione Universitaria Ospedale Careggi. Anche Napoli, Trento, Genova contano strutture ospedaliere con qualifica universitaria,e ospedali Attrezzati e specializzati sono presenti in ogni regione. Le Regioni hanno definito un PDTA che dice quali centri possono eseguire interventi per neoplasia mammaria; il PDTA tiene conto dei numeri ( si devono eseguire almeno 130 interventi all’anno ) e della tecnologia a disposizione.

In cosa consiste l’intervento al seno per il tumore?

Esistono diverse tipologie di intervento chirurgico. Dopo le valuzione del caso viene scelta quella più appropriata.

Resezione mammaria ampia: consiste nell’asportazione di una porzione di tessuto mammario comprendente il tumore, con un margine di tessuto sano non inferiore al centimetro. Non è richiesta l’escissione della cute, tranne nei casi in cui il tumore si presenta superficialmente. Questo intervento è indicato in caso di carcinomi di piccole dimensioni.

Quadrantectomia: è l’asportazione di un ampio settore (quadrante) di ghiandola mammaria. Questo intervento è di tipo più invasivo del precedente perchè l’asportazione interessa anche la cute soprastante e la fascia del muscolo grande pettorale. Il margine di tessuto sano circostante il nodulo non deve essere inferiore ai tre centimetri. Si effettua con un’incisione a losanga della cute e si estende dalla base del capezzolo o dalla regione areolare fino alla periferia della mammella. La quadrantectomia è indicata per tumori di diametro inferiore o uguale a tre centimetri.

Mastectomia sottocutanea: è un intervento cosidetto conservativo perchè  l’asportazione è limitata alla sola ghiandola mammaria, rispettando la cute soprastante ed il complesso areola-capezzolo. Si utilizza in caso di carcinomi multifocali ed in situ, cioè non infiltranti.

Mastectomia radicale: La mastectomia radicale può essere secondo Halstead (ora poco usata se non in casi di cancro avanzato) è una mastectomia totale con asportazione di entrambi i muscoli pettorali. L’intervento viene effettuato nei tumori classificati T4 cioè neoplasie di qualsiasi dimensione con estensione diretta alla parete toracica e/ o alla cute, compreso il carcinoma infiammatorio.

Mastectomia radicale secondo Madden:La mastectomia radicale può essere secondo Halstead ( ora poco usata se non in casi di cancro avanzato ) è una mastectomia totale con asportazione di entrambi i muscoli pettorali. L’intervento viene effettuato nei tumori classificati T4 cioè neoplasie di qualsiasi dimensione con estensione diretta alla parete toracica e/ o alla cute, compreso il carcinoma infiammatorio.

Dissezione ascellare totale: è associata in genere agli interventi di quadrantectomia mastectomia. Consiste nell’asportazione di tutti i linfonodi ascellari situati lateralmente al margine laterale del muscolo piccolo pettorale: sono circa una quindicina, di quelli situati dietro al muscolo piccolo pettorale: sono tre o quattro e quelli situati medialmente al muscolo piccolo pettorale, in genere due o tre. 

Asportazione del linfonodo sentinella: tecnica messa a punto dal Prof Veronesi con la quale non si asportano tutti i linfonodi della ascella ma solo il primo linfonodo raggiungibile dalle cellule neoplastiche.

Argomenti: Tumore al seno cancro al seno
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