Affaticamento, vertigini e affanno: attenzione alle valvole cardiache!

Affaticamento, vertigini e affanno: attenzione alle valvole cardiache!

A cura di logo_senior_italia

Siete attanagliati da un affanno continuo? Soffrite spesso di vertigini e l’affaticamento costante non vi abbandona? Attenzione: potreste soffrire di una patologia al cuore.

In particolare, potreste avere un malattia valvolare. Queste patologie riguardano circa un milione di italiani, ma la maggior parte di questi è totalmente all’oscuro delle cause e dei rischi legati al proprio malessere. Solo il 5% di chi ne è colpito, infatti, è consapevole e informato sulla condizione che lo riguarda.

Ma cosa sono le valvole cardiache?

Questi quattro “dispositivi” del cuore si trovano all’uscita delle quattro camere cardiache, e fanno circolare il flusso sanguigno a senso unico: il sangue infatti deve scorrere sempre liberamente in avanti, senza che vi siano perdite in senso contrario. Più precisamente, il sangue scorre dall’atrio destro e sinistro nei ventricoli, attraverso l’apertura della valvola mitrale e della tricuspide.

Quando i ventricoli sono pieni, queste due valvole si chiudono; ciò impedisce al sangue di fluire in senso contrario. A questo punto, i ventricoli iniziano a contrarsi e la valvola polmonare e l’aortica permettono al sangue di passare dai ventricoli all’arteria polmonare e all’aorta.

Questo meccanismo fa sì che scorra continuamente il sangue nel cuore e dal cuore al corpo. Tuttavia, a volte, il meccanismo può incepparsi, a causa di una patologia cardiaca.Vertigini e affaticamento: sintomi di Malattie valvolari

 

Quali sono le malattie delle valvole aortiche?

Esistono diverse patologie che colpiscono le valvole:

  • Stenosi valvolare. Si verifica quando un’apertura della valvola è più piccola del normale, rendendo arduo il compito del cuore. Ciò può portare a insufficienza cardiaca o ad altri scompensi. Tutte le valvole possono essere colpite da questo disturbo, che assume un nome specifico a seconda della valvola coinvolta (stenosi tricuspide, stenosi polmonare, stenosi mitralica e aortica).
  • Insufficienza valvolare. Detta anche rigurgito, questa patologia si verifica quando una valvola non si chiude ermeticamente, non riuscendo più a impedire, di fatto, che il sangue scorra in modo retrogrado. Anche in questo caso, il nome varia a seconda della valvola colpita (rigurgito tricuspidale, rigurgito polmonare, rigurgito mitralico e aortico).

Le malattie valvolari possono essere congenite (ovvero presenti sin dalla nascita) o acquisite (formatesi durante la vita). La causa, a volte, è sconosciuta.

Quando si soffre della malattia della valvola congenita, generalmente essa riguarda la valvola aortica o la polmonare, che possono essere di dimensioni errate, presentare malformazioni e disfunzioni. Un esempio è la malattia della valvola aortica bicuspide.

Le malattie acquisiste, invece, sono in genere presenti a seguito di malattie o infezioni, come la febbre reumatica o l’endocardite.

Le valvole, inoltre, possono essere soggette a cambiamenti o mutamenti nel corso della vita: le corde tendinee o i muscoli papillari possono allungarsi o strapparsi; l’anello della valvola può dilatarsi, i foglietti delle valvole possono diventare rigidi e calcificati.

Vi è poi il prolasso della valvola mitrale, una condizione molto comune (colpisce circa l’1-2% della popolazione), che rende i tessuti della valvola anormali ed elastici, causando perdite alla valvola.

Altre cause di malattia valvolare includono:

  • Malattia coronarica
  • Infarto
  • Cardiomiopatia
  • Sifilide
  • Ipertensione
  • Aneurismi aortici
  • Malattie del tessuto connettivo

Tra le cause meno comuni vi sono anche i tumori e l’utilizzo di alcuni tipi di farmaci (o l’esposizione a radiazioni). Il rischio di sviluppare una malattia a una delle valvole cardiache cresce poi con l’età. È quindi opportuno, in caso di sintomi preoccupanti, puntare sulla diagnosi precoce.

Quali sono i sintomi delle malattie delle valvole aortiche?

Come dicevamo, i sintomi delle malattie valvola che devono allarmare sono:

  • Dispnea (mancanza di respiro e/o difficoltà a riprendere fiato), anche durante le normali attività quotidiane.
  • Debolezza o vertigini, che comprendono anche i capogiri.
  • Dolore al petto, che si manifesta attraverso un senso di peso o di pressione, durante le attività o in presenza di aria fredda.
  • Palpitazioni e aritmia che comprendono: ritmo cardiaco accelerato, battito irregolare, fibrillazioni.
  • Gonfiore alle caviglie, ai piedi o all’addome (edema).
  • Rapido aumento di peso.

Questi sintomi, ovviamente, non si riferiscono solo e sempre a una malattia valvolare; a volte, inoltre, queste patologie si manifestano anche in assenza di sintomi: nel caso di dubbio dunque, si raccomanda sempre un’accurata visita cardiologica, volta a chiarire le cause del vostro malessere.

Diagnosi e trattamento: cosa prevedono?

Come dicevamo, la diagnosi precoce di una malattia valvolare è fondamentale; sottoporsi a una visita cardiologica, in cui per prima cosa verrà ascoltato il “soffio” con un fonedoscopio, potrà salvarvi la vita.

Il cardiologo, per la diagnosi, effettuerà dunque un esame fisico e una serie di test per il cuore (elettrocardiogramma, ecocardiogramma, cateterismo cardiaco/angiogramma, risonanza magnetica, ecc.), per comprendere il funzionamento delle valvole e verificare che il cuore pompi il sangue a dovere.

Il trattamento dipende dal tipo di malattia e dalla sua gravità: anzitutto occorre proteggere le valvole da ulteriori danni; se queste poi sono gravemente lesionate, sarà necessario effettuare la sostituzione delle valvole cardiache (con protesi biologiche, che hanno rimpiazzato le vecchie valvole meccaniche). Spesso, però, potrebbe essere sufficiente una cura attraverso i farmaci, o sfruttando le nuove tecniche di cateterismo cardiaco.

La prevenzione rimane un baluardo imprescindibile: un corretto stile di vita (alimentazione sana e bilanciata, e una modesta attività fisica, con un controllo costante del peso) possono rallentare il deterioramento delle valvole cardiache.

L’importante è non sottovalutare i sintomi ed effettuare periodici check-up, soprattutto dopo i 60 anni, che monitorino lo stato di salute del vostro cuore!

 

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