Le 8 malattie a cui fare più attenzione dopo i 60 anni

Pubblicato il 07/01/2018
Le 8 malattie a cui fare più attenzione dopo i 60 anni | Pazienti.it

Cosa significare aver paura di invecchiare? Certamente, è timore di incorrere in quella serie di malattie tipiche degli over sessanta. In realtà, però, più che un rischio di malattia, gli anziani sono maggiormente soggetti a una diminuzione della cosiddetta capacità omeostatica, ovvero della capacità di resistere ai cambiamenti, mantenendo una condizione di equilibrio interno.

Insomma, gli anziani faticano a ritornare a un buono stato di salute generale dopo aver contratto una qualsiasi malattia. Ma quali sono le malattie più diffuse dopo i 60 anni?

60 anni? Ecco le malattie a cui fare attenzione

Fra le malattie che colpiscono maggiormente gli anziani – e prevalentemente il sesso femminile – riscontriamo:

  • Osteoporosi – Patologia che determina una diminuzione del tessuto osseo, provocando dolori soprattutto alla colonna vertebrale, con una maggiore esposizione al rischio di fratture.
  • Malattie respiratorie – Tra queste rientrano l’asma, la polmonite (poiché il deterioramento dei sistemi di difesa dovuto al progredire dell’età aumenta la sua probabilità di incidenza), e la bronchite cronica (causata dal susseguirsi di numerose aggressioni del sistema respiratorio). Le alterazioni del sistema respiratorio possono essere molto pericolose per gli anziani e, per tale ragione, è fondamentale che siano costantemente sottoposti a visite di controllo e che seguano una terapia adeguata.
  • Arteriosclerosi – Patologia che si caratterizza per l’accumulo di materiale (in prevalenza lipidi) in corrispondenza dei vasi arteriosi, provocando disturbi all’apparato circolatorio.
  • Diabete mellito – Condizione caratterizzata da un patologico aumento della concentrazione di glucosio nel sangue. Responsabile di questo fenomeno è un difetto assoluto e relativo di insulina, ormone secreto dalle isole di Langherhans del pancreas, indispensabile per il metabolismo degli zuccheri.
  • Infarto del miocardio – L’infarto del miocardio è rappresentato da una necrosi della muscolatura cardiaca, causata dall’occlusione di un’arteria coronaria di grosso, medio o piccolo calibro. La sede più frequente dell’infarto è nella zona sinistra del cuore, in corrispondenza della zona irrorata dal ramo discendente della coronaria sinistra.
  • Tumori – Specialmente al polmone, alla prostata, al seno al colon-retto, alla vescica, allo stomaco e al pancreas.

Le malattie neurologiche più diffuse rientrano invece nella categoria delle demenze, che consistono nella perdita di capacità cognitive a seguito di un processo neurodegenerativo e, fra queste, quelle che purtroppo colpiscono in maniera preponderante gli anziani sono il Parkinson e l’Alzheimer. In particolare:

  • Morbo di Parkinson – Si tratta di una patologia degenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale, in maniera specifica l’area sottocorticale, e che porta alla morte di tutte le cellule che rilasciano la dopamina.
  • Morbo di Alzheimer – Forma di demenza progressiva, che colpisce l’area subcorticale e che porta alla lenta distruzione di tutte le capacità cognitive del soggetto affetto, fino ad impedirgli di compiere anche le azioni più elementari. Questa è considerata una tipica malattia senile e si caratterizza per la presenza di ammassi e placche all’interno del cervello e per la perdita di connessione fra i neuroni. Le cause scatenanti della patologia non sono del tutto chiare ma sembrerebbero legate a fattori ambientali, genetici e riguardanti lo stile di vita. Sicuramente, però, una dieta equilibrata e un ambiente sociale stimolante possono aiutarci a non essere colpiti dalla malattia (o perlomeno a rallentare la sua insorgenza).

Come prevenire le malattie della terza età

Per aumentare la probabilità di vivere una vecchiaia tranquilla e in salute, è utile prestare attenzione ai consigli di prevenzione degli esperti in materia.

Innanzitutto, non va sottovalutata l’importanza di una dieta sana ed equilibrata, che dovrebbe prevedere un apporto proteico quotidiano pari al almeno 1/1,2 grammi per kg di peso ed una costante presenza di frutta e verdura.

Inoltre, bisognerebbe mantenere un giusto apporto di sale e di zucchero nei pasti e, di fondamentale importanza, è necessario bere tanta acqua anche se, con il passare del tempo, lo stimolo della sete tende a diminuire. Il tutto va poi accompagnato da una giusta attività fisica. E ricordate che la vecchiaia è ancora l’unico sistema che si sia trovato per vivere a lungo!

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Luciana Giancaspro
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Categoria: Salute

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