Giornata mondiale del donatore di sangue: 8 regole per chi dona il sangue

Giornata mondiale del donatore di sangue: 8 regole per chi dona il sangue

14 giugno: una data che ogni anno, in tutto il mondo, vede la celebrazione di una importantissima Giornata mondiale, quella dedicata al donatore di sangue e promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Lo scopo è quello della sensibilizzazione: sì, perché il sangue donato non è mai abbastanza ed è bene ricordare e ringraziare tutte le persone che, spontaneamente, scelgono di aiutare con questo gesto chi ne ha bisogno.

Milioni, infatti, sono le vite salvate grazie alle trasfusioni e una risposta adeguata alla richiesta può essere garantita solo attraverso donazioni regolari.

Ma qual è il dato che emerge, con una rapida panoramica internazionale? Quanti sono i donatori che si impegnano ogni giorno, regalando sicurezza e salvando la vita di migliaia di pazienti? Scopriamolo insieme.

I donatori di sangue: i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Secondo gli ultimi dati, sono i paesi ad alto reddito a fornire più sangue (circa 60 milioni di donazioni). In queste aree del pianeta, il sangue e le trasfusioni sono indirizzate soprattutto agli over 65, mentre nei paesi più poveri sono i bambini con una età inferiore a 5 anni ad averne più bisogno.

Tutte le attività relative alla raccolta del sangue (esami, stoccaggio, distribuzione) devono essere regolate dalle Leggi nazionali, che devono anche promuovere l’attuazione delle norme e le politiche della sicurezza.

Chi sono i donatori-tipo?

Secondo gli ultimi dati, il 30% delle donazioni di sangue vede protagonisti gli uomini di giovane età. Tre sono i profili del donatore-tipo:

  1. Volontario non retribuito
  2. Familiare
  3. Soggetto pagato

Dopo la donazione, deve essere sempre eseguito uno screening per scongiurare la presenza di HIV, epatite B, epatite C e sifilide. A volte, però, nei paesi in via di sviluppo ciò non avviene, con maggiori rischi di infezioni trasmissibili alla trasfusione.

Donare il sangue in Italia: cosa dice la Legge

Ciò che emerge nel nostro Paese è che molte persone donano il sangue ma, ahimè, molte altre non lo fanno per paura e per una scarsa informazione.

Donare, invece, è semplice e sicuro. Possono farlo persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni (dopo i 60 anni, con autorizzazione del medico), con un peso non inferiore a 50 kg. Altri requisiti necessari?

  • La pressione arteriosa (massima) deve essere compresa fra 110 e 180 mm di mercurio.
  • La pressione arteriosa diastolica (minima) fra 60 e 100 mm di mercurio.
  • Le pulsazioni comprese fra 50 e 100 al minuto.
  • L’emoglobina non deve essere inferiore nelle donne a 12,5 g/dL e negli uomini a 13,5 g/dL.
  • È necessario essere sani e non avere malattie infettive.

Le analisi del sangue per il donatore

Quando si dona il sangue, vengono eseguiti alcuni esami, per valutare la salute e tutelare il donatore e il ricevente. Si esaminano:

  • Anticorpi anti HIV
  • Anticorpi anti HCV
  • Virus dell’epatite B
  • Sifilide
  • Creatininemia
  • Glicemia
  • Ferritinemia
  • Colesterolo
  • Trigliceridemia

Se dalle analisi effettuate risultano anomalie, il donatore viene informato.

Dove donare il sangue?

In Italia esistono 315 servizi trasfusionali, coordinati da 21 centri regionali del sangue.

I centri (1800 punti di prelievo) sono gestiti dalle associazioni e federazioni dei donatori di sangue. Si può donare, dunque, nei punti dedicati degli ospedali, nelle Unità mobili adibite alla raccolta (autoemoteche) che si spostano in diversi luoghi pubblici.

Avis, Fidas, Fratres e Cri rendono note le sedi e le date delle campagne di raccolta stagionali.

I principi etici del donatore, secondo AVIS Nazionale

Condividiamo un elenco di 8 principi etici che il buon donatore dovrebbe seguire, pubblicati da AVIS Nazionale, con l’obiettivo di sensibilizzare sempre di più a quest’azione tanto importante e vitale.

  1. Anonimato: l’identità del donatore e del ricevente sono gestite nel rispetto della privacy dagli operatori del Sistema trasfusionale e dalle associazioni di volontariato.
  2. Libertà di scelta: la donazione del sangue è una scelta libera.
  3. Non-profit: il sangue e gli emocomponenti non possono essere fonte di profitto.
  4. Gratuità: la donazione del sangue è gratuita e non può essere remunerata in alcun modo (art. 22 della legge 219/2005).
  5. Igiene: per ogni donatore, il materiale utilizzato per il prelievo è sterile e monouso.
  6. Sicurezza: la visita pre-donazione e i test diagnostici effettuati assicurano la sicurezza dei prodotti trasfusi ai malati e la tutela dello stato di salute dei donatori.
  7. Qualità: il rispetto delle buone pratiche e i numerosi controlli sui materiali utilizzati garantiscono la miglior qualità dei prodotti trasfusionali.
  8. Periodicità: il sangue di donatori periodici rappresenta una garanzia di affidabilità e sicurezza per il ricevente nonché certezza di approvvigionamenti. Il donatore periodico è controllato dal punto di vista medico, in quanto sottoposto ad accurate visite e attenti controlli sul sangue.

Non rimane che dire che donare il sangue può davvero fare la differenza: condividete l’articolo e fatevi promotori di questa buona abitudine. Un piccolo gesto può salvare una vita!

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