Mastoplastica additiva: ascolta tutte le risposte del chirurgo plastico

Dr. Pierfrancesco Bove

La chirurgia plastica ormai è utilizzata da moltissime donne e uomini. Il dottor Pierfrancesco Bove, chirurgo plastico, risponde alle domande degli utenti sulla mastoplastica, ossia l'ingrandimento del seno.

Quali sono gli interventi di chirurgia plastica più frequenti richiesti da maschi e femmine?

Nella donna di sicuro l'intervento più frequentemente richiesto è la mastoplastica additiva, cioè l'aumento di volume di un seno piccolo, mentre al secondo posto si trova la liposuzione. Invece per gli uomini le cosiddette maniglie dell'amore, quindi addominoplastica, e liposuzione anche per loro. La rinoplastica invece viene richiesta più dai soggetti giovani.

Qual è la protesi mammaria più adatta al seno delle pazienti e quali sono i rischi correlati?

La cosa fondamentale è affidarsi alle aziende giuste, il chirurgo esperto e serio lo sa: una protesi mammaria fatta da un'azienda seria è garantita a vita, questo significa estrema sicurezza per la paziente; incidenti come ne succedevano prima, quali esplosioni in aereo e infezioni importanti, non ne succedono più. L'importante è sempre affidarsi ad un chirurgo che sceglie le protesi giuste.

Come avviene tecnicamente l'intervento di mastoplastica additiva?

La mastoplastica additiva è un intervento semplice, ma allo stesso tempo è pur sempre un intervento chirurgico, quindi va trattato come tale; l'importante è affidarsi ad un professionista serio che opera in strutture sicure, serie e autorizzate. L'intervento si esegue in anestesia locale con una piccola sedazione, e questo permette una degenza post operatoria tranquilla e senza dolore; la paziente, dopo poche ore dall'intervento, può già rientrare a casa. Quindi se ti operi il venerdì il lunedì mattina sei già al lavoro.

Nelle settimane successive cosa succede, com'è il post operatorio, ci sono degli accorgimenti da seguire?

Come dicevo prima la degenza è molto breve, dolori non ce ne sono, al massimo si può avvertire un po' di fastidio e di tensione al seno; la cosa fondamentale è portare un reggiseno giusto, che poi il chirurgo consiglierà, ed una fascia leggermente compressiva che può dare fastidio, ma grazie a quella fascia la paziente può tornare ad attività lavorative e sociali già dopo 2-3 giorni dall'intervento. C'è poi una terapia medica da seguire abbastanza blanda ma non ci sono particolari indicazioni oltre a queste. Dopo 30 giorni l'edema va a scomparire quasi completamente, e le cicatrici sono completamente nascoste, perciò non si vede nulla; volendo si può mettere tranquillamente anche il bikini.

Una donna con una protesi al seno può allattare?

Assolutamente sì, l'allattamento non dipende dal tipo di protesi ma da dove viene posizionata la protesi; io personalmente utilizzo sempre una tecnica che mette le protesi sotto muscolo, e questo garantisce di staccare completamente la ghiandola mammaria, per cui la donna è libera e ha la possibilità di allattare senza nessun fastidio.

In cosa consiste il Surgery Network chirurgia della bellezza, che hai fondato da poco?

Io e il dottor Raffaele Rauso, rispondendo un po' alle esigenze dei pazienti che chiedevano circa la possibilità di operare in più sedi con post operatori e degenze brevi, abbiamo deciso di utilizzare un'unica equipe, composta da un anestesista esperto, un paio di chirurghi e specialisti in chirurgia plastica, e far subentrare la figura di una personal assistant che segue insieme a tutta l'equipe il paziente dal momento in cui fa la prima visita con lo specialista fino al post operatorio completo, dandogli consigli, chiamandolo più volte al giorno, diventando così una sorta di assistente del paziente a cui rivolgere anche domande che per remora o per vergogna al chirurgo non si fanno. Si tratta quindi di una rete di supporto che lavora con gli stessi specialisti, quindi con le stesse tecniche, la stessa terapia, lo stesso post operatorio, garantendo la stessa degenza e più o meno gli stessi costi in tutto il territorio nazionale.

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