Dr. Antonio Ruffo

Dr. Antonio Ruffo

Medico Chirurgo Casa di cura Ruesch Napoli - VIALE MARIA CRISTINA DI SAVOIA, 39 (1)

Informazioni:

Il Dott. Ruffo è un Urologo – Andrologo, specialista in chirurgia ricostruttiva genitale e uretrale. Si è formato presso la Fondazione Sava Perovic di Belgrado, diretta dal Dott. Rados Djinovic, uno dei centri più importanti al mondo nella chirurgia andrologica e ricostruttiva genitale

scheda professionale

Aree di competenza:

  • Corporoplastica di raddrizzamento per incurvamenti penieni
  • Laser falloplastica di allungamento ed ampliamento penieno
  • Uretroplastica per stenosi dell'uretra
  • Impianto di protesi peniene per malattia di la peyronie e/o deficit erettile o impotenza erigendi

Strutture sanitarie:

Curriculum:

Maggio 2015 - Conseguimento del Diploma di Specializzazione in Urologia con voto 50/50 e lode e tesi sperimentale finale dal titolo: “Trattamento chirurgico della malattia di La Peyronie. Ripristino della lunghezza e della circonferenza peniena con grafting della tunica albuginea e impianto di protesi peniene” in collaborazione con il dott. Rados Djinovic della Fondazione Sava Perovic, Belgrado, Serbia. Marzo 2014 – Ottobre 2015 : Research Fellow presso la Fondazione Sava Perovic di Belgrado diretta dal Dott. Rados Djinovic. Maggio 2011 : Iscrizione alla Scuola di Specializzazione in Urologia, presso la Clinica Urologica dell'Università degli studi di Napoli Federico II. Marzo 2011 : Iscrizione all’albo dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Napoli. Febbraio 2010 : Abilitazione all’esercizio della professione medica. Ottobre 2009 : Laurea in Medicina e Chirurgia, Università degli studi di Napoli ''Federico II'' con tesi sperimentale dal titolo: “Calo androgenico, fibrosi cavernosa e deficit erettile” successivamente pubblicata su rivista interazionale impattata. Ottobre 2008 – Maggio 2009 : Progetto Erasmus – Facultat de Medicina, Universitat de Barcelona, Barcellona, Spagna. Luglio 2002 : Maturità scientifica. Liceo Mercalli di Napoli.

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IPP trattata con Grafting ed impianto di protesi tricomponente
di Gabriele Migliaccio

Ero affetto da L’induratio penis plastica (I.P.P.) o meglio conoscita come : morbo di La Peyronie. Ho 44 anni e la mia vita sessuale era giunta al termine, avendo sviluppato una cuvatura di 80° ed una riduzione del pene a 10cm. Dopo aver consultato diversi urologi, la mia attenzione si è fermata sul Dott. Antonio Ruffo, per dei motivi molto semplici: esposizione elementare dell'argomento a noi profani del campo; possibilità di cure alternative per non arrivare all'estrema ratio dell'intervento chirurgico che comunque comporta sempre dei rischi...anche una semplice tosillectomia.Carica umana e completa empatia con il paziente, cosa mai riscontrata nei c.d. GOTA della chirurgia, ma lo dico in generale non solo in ambito Andrologico. Dopo diverso tempo e tentativi vani di scongiurare l'intervento, in accordo con il Dott. Ruffo, si è deciso di intervenire il 25.07.2017, ovvero un mese fa.Tipologia di intervento: IPP trattata con Grafting ed impianto di protesi tricomponente. Il giorno dopo l'intervento e per diversi giorni, non posso negare che ho riscontrato dolore, ma si tratta di una situazione soggettiva e comunque gestibile con i comuni antidolorifici. Ciò che mi porta a lasciare una recinsione, sta nel fatto che a distanza di un mese, mi sento ogni giono con il Dott. Ruffo e ci vediamo almento 2 volte la settimana per un controllo. Scrupoloso all'inversimile, attendo ai dettagli trattandosi di un intervento per la vita, non lascia nulla al caso: dall'alimentazione post intervento, alla farmacologia, ai tempi di recupero ed allo stile di vita in generale, da assumere per un determinato tempo. Bene, persone così credo sia difficile trovarle. Ad oggi sono ancora in fase di follow up, in quanto e ad ovvia ragione, l'organismo si deve adattare ad un corpo estraneo. Se dovessi fare un esempio pratico, è paragonabile ad un trapianto di organo, intendo solo in relazione alla risposta immunitaria che alcune volte può fare dei capricci, prima di rientrare nei valori di norma. Ma anche in questo, il Dott. Ruffo sta monitorando ogni tre giorni i globuli bianchi, PCR e fibrinogeno...insomma non c'e' alcuna infezione, ma per lui: prevenire è meglio che curare. L'intervento in sè è estremamente invasivo ed importante,ma posso garantire per chi soffre della mia stessa patologia, che si tratta di una valida alternativa. L'importante è mettersi nelle mani del giusto operatore. Sono sicuro che questa mia fase di convalescenza, terminerà nel migliore dei modi e se dovessi consigliare a qualcuno il Dott. Ruffo, direi semplicemente: SI.L'aspetto economico incide per chi vive di stipendio come me, serenamente vi scrivo che mi è stato richiesto il giusto nulla di più, con la garanzia di una presenza continua e costante del Dott. Ruffo. Ad maiora Dottore e grazie ancora