Cosa fare in caso di acalasia esofagea?

"Mia madre soffre di acalasia esofagea: cosa ci consiglia di fare per risolvere questo problema?"

L’acalasia è una malattia dalle cause sconosciute caratterizzata da completa assenza di movimenti nel corpo dell’esofago e dal mancato o incompleto rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore.

E' una patologia rara che si manifesta con uguale incidenza in entrambi i sessi e ogni età può venire colpita; solitamente si riscontra in pazienti tra i 40 e i 60 anni.

I sintomi più frequenti sono: la disfagia (difficoltà nel deglutire che può essere più o meno grave) e il rigurgito, ma anche sintomi respiratori accompagnati da tosse, polmoniti ricorrenti, dolore retrosternale, odinofagia (dolore alla deglutizione), aumento della salivazione e calo del peso corporeo.

Il trattamento di questa condizione è di solito endoscopico: il paziente viene sedato e vengono ripetute sedute di dilatazione con palloncini calibrati o ad infiltrazione con tossina botulinica, che, provocando una paralisi dello sfintere, lo rilascia.

Quando la soluzione è invece chirurgica (miotomia extramucosa) va detto che l'avvento delle tecniche mini-invasive laparoscopiche viene associato ad una plastica antireflusso per evitare l'insorgenza di una malattia da reflusso gastroesofageo post-operatoria.

Con l'intervento si ottengono risultati buoni od ottimi in più del 90% dei pazienti trattati. Il trattamento chirurgico laparoscopico è quindi il trattamento di scelta dell'acalasia, riservando il trattamento endoscopico (con dilatazione o con iniezione di tossina botulinica) ai pazienti con rischio operatorio elevato o che rifiutino l'intervento.

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