Come si cura la bartolinite?

"Da circa un anno, soffro di bartolinite. Con una prima visita ginecologica, mi è stato prescritto un integratore, il Fortilase. Nonostante ciò, la ghiandola continuava a ripresentarsi e con una seconda visita ginecologica, mi è stato prescritto un detergente intimo (Aveeno) che inizialmente sembrava garantire ottimi risultato. Da qualche settimana, ho un gonfiore evidente all'interno delle grandi labbra sul lato sinistro e ho notato che tende a gonfiarsi ogni qualvolta che la zona intima viene eccitata. Forse è il caso di ricorrere alla chirurgia? Perchè si gonfia solo in quelle occasioni? Nel frattempo posso avere rapporti sessuali?"

La bartolinite è un'infiammazione della ghiandola di Bartolino. Si tratta di 2 ghiandole, una a destra e una a sinistra, poste all'interno delle grandi labbra in basso e all'imbocco della vagina. Quando si infiamma, spesso rapidamente, aumenta di volume fino a dare una tumefazione talvolta molto dolorosa, in questo caso si è formato un ascesso con raccolta di pus.

Quando la ghiandola è in uno stato infiammatorio iniziale ed è fastidiosa, ma non ha ancora formato una raccolta di pus, è utile somministrare antibiotici specifici che talvolta riescono ad impedire che si formi un ascesso e favoriscono la regressione dello stato infiammatorio.

Quando si è formata la raccolta di pus con tumefazione molto dolorosa, è necessaria l'incisione (può essere fatta anche ambulatoriamente preceduta da una piccola anestesia locale). Qualche volta l'ascesso si apre spontaneamente e il pus drena all'esterno. Che si incida l'ascesso o che si svuoti spontaneamente, il sollievo è immediato.

Per favorire l'apertura spontanea, possono essere utili impacchi caldo-umidi locali. Si consigliano impacchi anche dopo lo svuotamento per favorire un drenaggio più completo del pus. Può succedere qualche volta che la bartolinite si ripresenti a distanza di tempo, ma non necessariamente.

La bartolinite è da distinguere dalla cisti della ghiandola di Bartolino che invece è una raccolta di muco che si forma se il dotto della ghiandola si chiude e il secreto della ghiandola si accumula fino a formare una tumefazione non dolorosa. L'evoluzione della cisti può essere la regressione spontanea, la persistenza permanente o la trasformazione in ascesso. Nel caso che la ciste persista, si può decidere di trattarla chirurgicamente.

Risposta a cura di:
Dr. Angelo Scuderi
Dr. Angelo Scuderi
Ginecologo Firenze
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