Quell’ulcera che divora (letteralmente) la pelle

Quell’ulcera che divora (letteralmente) la pelle

Si pensava fosse diffusa solo in Africa ma, purtroppo, non è così. L’ulcera carnivora, una malattia della pelle che divora dall’interno chi ne è affetto, sta infatti colpendo l’Australia: i casi nel paese sono aumentati del 400 percento negli ultimi 4 anni e hanno raggiunto picchi allarmanti nello stato di Victoria, sulla costa meridionale. Non è un caso che i medici australiani parlino di “epidemia”. Vediamo di cosa si tratta.

Ulcera carnivora: cosa sta succedendo nelle zone a clima temperato

«Nessuno capisce cosa sta accadendo e cosa sta causando questa epidemia – ha affermato l’esperto in malattie infettive, dr. Daniel O’Brien alla Bbc – Possiamo offrire alcuni indizi, ma non abbiamo ancora prove. È un mistero». Proprio così: nel solo 2017, si sono registrati ben 275 casi di infezione, con un incremento del 51% rispetto all’anno precedente. Il 2018 non sembra promettere bene.

La malattia, anche nota come ulcera di Buruli, è diventata «spaventosamente comune, oltre ad essere particolarmente grave». Il motivo, però, non è per nulla chiaro. L’ulcera carnivora è infatti generalmente diffusa in aree con un clima tropicale, che poco hanno a che fare con l’Australia, caratterizzata da un clima essenzialmente temperato. Sarà colpa delle zanzare, portatrici del batterio che scatena l’infezione? Alcune teorie dicono di sì, ma non vi accordo sulle reali origini e motivazioni.

Nel frattempo, le autorità sanitarie dello Stato di Victoria stanno investendo quattrini in ricerca, avviando al contempo una campagna di sensibilizzazione per aumentare la consapevolezza dei cittadini riguardo l’infezione. Attenzione anche a cani, gatti, koala e opossum, avvertono: anche loro possono contrarre la malattia, anche se non è ben chiaro se possano essere o meno veicolo di trasmissione. I test continuano, lo stato di tensione è piuttosto alto.

«Capisco l’allarme dei colleghi australiani che si ritrovano a dover affrontare in un ambiente temperato quella che era considerata una malattia rara tropicale – ha commentato il dr. Massimo Galli, professore di Malattie Infettive all’Università degli studi di Milano – Possiamo ipotizzare di essere di fronte a un fenomeno di global health: questo microbatterio potrebbe essere stato trasportato banalmente anche una semplice pianta, e avere trovato poi terreno fertile in ambiente acquatico. Non credo invece che le zanzare possano essere un vettore». Una cosa è certa, a detta del dr. Galli: le terapie per curare l’ulcera del Buruli sono lunghe (molto lunghe) e non ancora univoche.

Ulcera carnivora: di cosa si tratta

L’ulcera carnivora, più propriamente chiamata ulcera del Buruli, è un’infezione causata dal batterio Mycobacterium ulcerans e si manifesta come un piccolo nodo sottocutaneo, indolore e mobile, che ingrandisce sino a trasformarsi in ulcera. I sintomi tipici della malattia, sono:

  • Gonfiore della pelle
  • Perdita della pelle
  • Deformazione dei tessuti molli
  • Una o più ulcere a crescita lenta

Ma come agisce il batterio? Quando raggiunge la pelle, rilascia tossine che vanno a distruggere le cellule del derma, così come i vasi sanguigni e il grasso sottocutaneo, causando la formazione di ulcere e la perdita di pelle. Con l’avanzare del tempo, l’ulcera si ingrandisce, portando a deturpazione permanente e disabilità.

Non è un caso, infatti, che in gergo venga identificata come ulcera carnivora. Attenzione, però. Se la pelle è la sede favorita dal batterio, non si esclude che possa colpire anche l’osso, con maggior facilità per gambe, braccia e viso. Se non trattata con antibiotici la malattia può causare deformità irreversibili. Purtroppo, però, non è noto come l’uomo possa contrarre l’infezione. Ed è questo  il problema più grande, perché impedisce qualsiasi azione di prevenzione. Soprattutto oggi, che la patologia sembra avere caratteri epidemici.

comments powered by Disqus