Metformina e Aspirina: ecco come i due farmaci possono prevenire il tumore

Metformina e Aspirina: ecco come i due farmaci possono prevenire il tumore

Aspirina e Metformina: due farmaci di uso comune che, riposizionati, possono garantire una sorta di “protezione” contro il tumore, in particolare il tumore al colon.

Di cosa stiamo parlando? Secondo la scienza, si tratta di farmaco-prevenzione, ovvero l’impiego di medicinali legati al trattamento di alcune patologie (anche molto diffuse), in grado di agire in maniera benefica anche su altre malattie.

A sostenerlo, il dr. Andrea De Censi, titolare di un Investigator Grant AIRC: “Alcuni studi sperimentali hanno dimostrato che Metformina e Aspirina si potenziano a vicenda. Di qui, la decisione di avviare una sperimentazione clinica nei pazienti operati di cancro al colon, somministrando i due farmaci da soli o in combinazione e confrontandoli con placebo, per valutare se bloccano effettivamente la progressione della cancerogenesi del colon“.

Si tratta, dunque, di un vero e proprio “riposizionamento” di farmaci già noti. L’obiettivo è anche quello di trovare dei farmaci sostenibili, che costino poco e siamo validissimi.

Giornata della Lotta contro il Cancro: la prevenzione come primo obiettivo

Buone notizie come questa meritano dunque una particolare attenzione, soprattutto se si sposta lo sguardo su quella fetta di popolazione che ogni giorno si batte per sconfiggere quello che può essere definito come il male del nostro secolo.

In previsione della Giornata della Lotta contro il Cancro (Word Cancer Day), sono state infatti diffuse alcune cifre che ci costringono a fare i conti con questa determinata patologia: nel 2017, solo in Italia, si sono stimati circa 369.000 nuovi casi di cancro e le previsioni per i prossimi anni indicano che nel 2030 il cancro sarà la principale causa di morte nel mondo, dove saranno diagnosticati fino a 21,6 milioni di nuovi casi all’anno.

Se i numeri sembrano essere in vertiginoso aumento, non bisogna dimenticare che a fronte di questi dati vi sono costanti progressi della ricerca che, negli ultimi due decenni, hanno contribuito a far diminuire costantemente la mortalità. Oggi, in Italia, si guarisce di più: la sopravvivenza al cancro a cinque anni è aumentata rispetto ai casi diagnosticati nel quinquennio precedente sia per gli uomini sia per le donne. Nel nostro Paese, oggi, ci sono oltre 3,3 milioni di persone che hanno superato una diagnosi di cancro.

Aumentare la sopravvivenza dopo una diagnosi, però, non è l’unico grande obiettivo. Lavorare sulla prevenzione sembra infatti essere il traguardo più ambizioso da raggiungere. E i nuovi studi su Aspirina e Metformina sembrano andare proprio in questa direzione. Cerchiamo di capirne di più.

Prevenire il cancro con farmaci comuni

Le indagini sono in corso e si parte proprio dalle consapevolezze che già ci sono: ad esempio, è ben noto che l’Aspirina riduca la probabilità di infarto o di ictus.

La novità è cercare di applicare queste terapie anche per prevenire il cancro, sia nei soggetti a rischio sia in quelli già colpiti dalla malattia. Anche la Metformina, infatti, pare possa essere utile per prevenire lo sviluppo delle metastasi nei pazienti con cancro al colon in remissione.

Farmaco-prevenzione: da cosa si parte?

Come sempre, in primis, si parte dalla valutazione delle terapie, del loro grado di sicurezza e degli eventuali effetti collaterali,  da controbilanciare con i benefici. Inoltre, è importante che i farmaci in questione abbiamo dei costi accessibili a tutti, gravando meno sul SSN. Proprio il dr. Andrea De Censi, afferma che “grande merito dell’AIRC è proprio quello di finanziare questo tipo di ricerca povera“.

Anche le vitamine e i minerali possono rappresentare una forma di “farmaco-prevenzione”?

Sebbene sia necessario mantenere uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata per contrastare i processi ossidativi, la dieta da sola non è una forma di farmaco-prevenzione, non essendo ben chiare quali siano le sostanze chiave in grado davvero di fungere da scudo contro i tumori.

Secondo studi in corso, la vitamina D potrebbe aiutare nel prevenire le neoplasie al colon. Ma le ricerche sono in divenire e non è possibile esporsi con assoluta certezza.

Aspirina: perché può prevenire i tumori?

Stiamo parlando, ovviamente, di uno dei farmaci più diffusi al mondo, sia per le proprietà antinfiammatorie, sia per il suo valore anticoagulante.

Un’analisi recente (Aida – Adiuvant Intervention with Daily Aspirin) ha, però, mostrato un’altra faccia della medaglia: “l’uso di aspirina a dose cardiologica (75-100 mg al dì), presa per 10 anni in un uomo sano di 55 anni, previene la morte in 2 persone su 100, soprattutto per l’effetto antitumorale“.

Sembra sempre più chiaro, dunque, il ruolo che l’acido acetilsalicilico ha nel bloccare l’aggregazione delle piastrine intorno alle cellule tumorali circolanti. Le cellule malate, infatti, mascherano la loro natura maligna al sistema immunitario, rivestendosi di piastrine per circolare liberamente nel flusso sanguigno. Riducendo la capacità delle piastrine di creare un involucro protettivo, l’Aspirina ferma il proliferare delle metastasi.

Questa azione benefica la sia ha soprattutto nei casi di tumore al colon e ai polmoni.

In che modo, invece, agisce la Metformina?

Secondo le indagini, la metformina è un farmaco che muove grandi speranze per la prevenzione dei tumori. Nel caso del tumore al seno, infatti, pare riesca a ridurre del 20% l’insorgere della malattia nelle donne con diabete.

La ragione sta nel legame esistente tra metabolismo energetico della cellule e tumore. La sindrome metabolica (causa della comune adiposità sulla pancia), l’eccesso di insulina e l’alta produzione di ormoni metabolici possono innescare dei fenomeni cellulari all’origine del cancro. Agendo su questi meccanismi, la metformina “mette a dieta la cellula” ed è per questo particolarmente utile nei casi di tumori collegati all’obesità, come quelli all’utero, all’intestino, alla mammella e al pancreas.

Insomma, la scienza non si arresta e rimette in campo farmaci famosi per il loro potere terapeutico e ben tollerati dai pazienti. Quale sarà il futuro di queste terapie? Probabilmente, un futuro diverso da ciò che abbiamo creduto sinora, in grado di dare nuova linfa e ulteriori proprietà a sostanze dette “sostenibili”.


FONTE: AIRC.

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