Il contagio dell’influenza: i fattori di rischio e come evitarli

Il contagio dell’influenza: i fattori di rischio e come evitarli

Ogni volta che si avvicina l’autunno, torna anche il rischio da contagio; l’influenza è una malattia respiratoria causata dall’infezione di vari virus influenzali (virus dell’influenza classica, virus dell’influenza intestinale, virus dell’influenza aviaria, ecc.).

Nel nostro emisfero, i momenti di picco del contagio influenzale sono situati nella stagione invernale, ma non è raro che si registrino casi anche nella stagione immediatamente precedente quella più fredda. Esistono poi vari tipi di influenza: i primi ceppi sono stati isolati agli inizi del ‘900 dal pollo e dal suino; dal 1933, quando è stato isolato il primo virus influenzale nell’uomo, sono stati identificati tre tipi di virus, che costituiscono il genere Orthomixovirus: i virus di tipo A e B (che determinano la classica influenza) e i virus di tipo C (influenza asintomatica).

Come è noto, i virus non sono stabili, ma tendono a mutare, acquisendo dei cambiamenti a livello di DNA; i mutamenti dei virus consentono loro di infettare ogni anno persone che hanno contratto lo stesso virus influenzale anche negli anni precedenti; talvolta, si verificano anche pandemie (ad intervalli di tempo non prevedibili), i cui casi più famosi nell’ultimo secolo sono costituiti dall’influenza spagnola (sottotipo H1N1, che ha causato 20 milioni di decessi nel 1918), dall’influenza Asiatica (sottotipo H2N2, diffusasi nel 1957), dall’Hong Kong (sottotipo H3N2, del 1968) e dalla recente influenza suina (sottotipo A(H1N1)pdm09, del 2009).

Tutto ciò non deve spaventare, ma è importante imparare a riconoscere i sintomi dell’influenza e a conoscere alcune misure precauzionali per abbassare i fattori di rischio.

Influenza: quali sono i sintomi?

È importante anzitutto riconoscere l’arrivo dell’influenza attraverso l’identificazione dei sintomi più comuni, che generalmente coincidono con: febbre (della durata di circa tre giorni) accompagnata da brividi, dolori ossei e muscolari, mal di testa, malessere generale ed altri sintomi respiratori (mal di gola, raffreddore, tosse non catarrale, congiuntivite); la febbre è generalmente più elevata nelle influenze causate da virus di tipo A, mentre è più bassa in quelle dovute ai virus di tipo B.

Esistono anche casi di influenza senza febbre o con febbre molto bassa: tale fenomeno è generalmente riscontrabile nei neonati e negli anziani. Tra i sintomi dell’influenza senza febbre troviamo per i lattanti vomito e diarrea, mentre negli anziani si riscontrano soprattutto debolezza, dolori articolari e stato confusionale.

Tra i sintomi dell’influenza intestinale vi sono invece:

  • vomito
  • diarrea
  • febbre alta (di solito superiore ai 39°)
  • brividi
  • dolori muscolari
  • scarsa emissione di urine
  • secchezza delle mucose
  • aumento della frequenza cardiaca

Occorre ricordare che questi sono i sintomi influenzali più diffusi, ma che ogni caso di infezione produce nell’individuo una diversa combinazione dei sintomi elencati.

L’incubazione dell’influenza va da uno a tre giorni, e in questo periodo finestra le persone non manifestano ancora alcun sintomo influenzale, ma possono già trasmettere il virus ad altri individui, fino a un giorno prima dalla comparsa dei sintomi.

Come si trasmette l’influenza?

L’influenza si trasmette di solito attraverso il contatto con altre persone infette; il virus può trovarsi nella loro saliva e nel muco delle vie respiratorie, e può penetrare nell’organismo attraverso le mucose di bocca, occhi e naso.

Di conseguenza, la trasmissione del virus può avvenire sia in maniera diretta per via aerea (tramite le goccioline espulse da una persona infetta che sternutisce, tossisce o parla) o in maniera indiretta attraverso superfici contaminate (utilizzo di oggetti comuni come: maniglie delle porte, telecomandi, telefoni, ecc.) su cui il virus rimane attivo per un certo lasso di tempo.

Il virus è molto contagioso e si diffonde facilmente negli ambienti affollati.

Come evitare il contagio dell’influenza:

Dal momento che il virus può essere contagioso anche prima della comparsa dei sintomi in un soggetto, apparentemente evitare il contagio dell’influenza può apparire difficile.

Ma oltre a evitare il più possibile contatti ravvicinati con le persone influenzate, esistono alcune norme igieniche da osservare per evitare il contagio da influenza. È, anzitutto, importante ricordarsi di lavare le mani accuratamente e più volte al giorno con acqua e sapone; inoltre, nel caso in cui siate voi i soggetti infetti, per evitare di trasmettere l’influenza ad altre persone, abbiate l’accortezza di tossire e sternutire con l’ausilio di un fazzoletto di carta, e di gettarlo subito dopo nei rifiuti, e successivamente di lavarvi anche le mani.

Nel caso in cui non disponiate di un fazzoletto, un’alternativa valida è di tossire o starnutire nella piega del gomito: quest’atto è più igienico del coprirsi la bocca con le mani. Se avvertite i sintomi dell’influenza, rimanete a casa e curate totalmente l’infezione nel vostro domicilio; aspettate, inoltre, un giorno dalla scomparsa della febbre prima di riprendere le attività abituali; in questo modo, eviterete di diffondere la malattia negli ambienti esterni.

Prevenire l’influenza: ecco come

Il metodo più efficace per prevenire e contrastare l’influenza rimane comunque la vaccinazione. Il vaccino per l’influenza è particolarmente raccomandato alle persone con elevato rischio di complicazioni, nonché a coloro che sono abitualmente in contatto con questi soggetti (privatamente o professionalmente).

Dovrebbero però considerare di farsi vaccinare contro l’influenza anche tutti coloro che vorrebbero evitare l’insorgenza di tale malattia. In generale, si raccomanda la vaccinazione a tutti i soggetti di età pari o superiore ai 65 anni, ai pazienti a rischio e agli operatori sanitari in contatto coi soggetti a rischio. È inoltre importante che anche le donne al secondo o terzo mese di gravidanza si sottopongano a vaccinazione, per preservare il feto da complicazioni.

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