Dolori diffusi e non solo: come riconoscere la fibromialgia

Pubblicato il 13/11/2017
Dolori diffusi e non solo: come riconoscere la fibromialgia | Pazienti.it

Quasi due milioni di italiani soffrono, a volte senza esserne del tutto consapevoli, di fibromialgia, una sindrome muscolo-scheletrica che causa dolore ed affaticamento, in punti specifici del corpo (collo, spalle, braccia, gambe e schiena).

Ma che cosa intendiamo per sindrome fibromialgica? Quali sono le cause della fibromialgia? Quali sono i sintomi cui prestare attenzione e le migliori strategie per curarla?

Riconoscere la fibromialgia

Spesso la fibromialgia si manifesta come un semplice mal di schiena ma la sintomatologia tipica di questa sindrome include generalmente, oltre a dolori muscolari diffusi:

  • Affaticamento dovuto principalmente a disturbi del sonno, compresi la sindrome della gamba senza riposo o apnee notturne
  • Incapacità di concentrarsi
  • Disturbi del pensiero o della memoria.

Inoltre può manifestarsi in concomitanza con altre patologie che provocano dolore quali:

  • Sindrome dell’intestino irritabile
  • Emicrania o altri tipi di mal di testa
  • Cistite interstiziale
  • Disturbi temporo-mandibolari

Le cause di quei dolori muscolari diffusi

I medici non hanno ancora individuato un’unica causa per questa patologia piuttosto un insieme di fattori che collaborano al manifestarsi di questa patologia. Tra le possibili cause della fibromialgia sono stati individuati:

  • Fattori genetici – Dal momento che la fibromialgia tende a manifestarsi in più soggetti dello stesso ambito familiare, i ricercatori credono che vi siano delle mutazioni genetiche in grado di rendere un individuo più suscettibile allo sviluppo di questo disturbo.
  • Presenza di infezioni – Alcuni stati infettivi sembrano scatenare o aggravare gli stati di fibromialgia.
  • Fattori psicologici o traumi – La ricerca ha dimostrato come questa patologia possa essere scatenata da traumi fisici, come un incidente automobilistico, oppure da stress psicologici.

Tra i fattori di rischio il primo ad essere considerato è il sesso: la sindrome, infatti, si manifesta in percentuale maggiore nel sesso femminile. Anche l’aver avuto un parente prossimo affetto da fibromialgia sembra incrementare il rischio di soffrire della stessa condizione. Inoltre altri disturbi quali artrite, artrite reumatoide, osteoartrite o lupus sembrano facilitare lo sviluppo di questa malattia.

Ecco come si arriva a una diagnosi della sindrome fibromialgica

Le nuove linee guida per una corretta diagnosi indicano la sola presenza di dolore muscolare diffuso da almeno 3 mesi (in mancanza di un qualsiasi altro disturbo o malattia) come criterio sufficiente per confermare la diagnosi. Per una conclusione certa, il medico, oltre ad effettuare un esame obiettivo del paziente, potrà decidere di sottoporlo ad alcune indagini tra cui:

  • Esame emocromocitometrico completo;
  • Test della funzionalità tiroidea (TSH, FT4);
  • VES (velocità di eritrosedimentazione)
  • PCR (Proteina C-reattiva)
  • Fattore reumatoide (RF);
  • Creatinfosfochinasi (CPK);
  • Fosfatasi alcalina (ALP);
  • Transaminasi
  • Anticorpi anti-EBV
  • Anti-HCV.

La cura per la fibromialgia

In generale la cura per la fibromialgia include sia un trattamento farmacologico che un cambiamento degli stili e delle abitudini di vita. Solitamente vengono prescritti farmaci da banco come l’acetaminofene, ibuprofene o il naprossene, o alcuni farmaci antidepressivi in grado di ridurre la sensazione di dolore e di fatica tipici della fibromialgia.

Quando i sintomi della fibromialgia sono più severi, i medici consigliano l’assunzione di gabapentin e la pregabalina, farmaci utilizzati anche nel trattamento dell’epilessia da assumere soltanto sotto stretto controllo medico.

Anche la fisioterapia e la terapia occupazionale si sono rivelate due terapie molto efficaci nel ridurre la sensazione di dolore muscolare diffuso e la rigidità a carico degli arti.

Accanto a questo tipo di terapie anche il sostegno psicologico si è rivelato molto utile nell’aiutare i pazienti affetti da fibromialgia a gestire lo stress e il pesante carico emotivo derivante da una patologia cronica ed invalidante come questa.

Le nuove frontiere terapeutiche

Numerosi gruppi di ricerca stanno lavorando a diversi ipotesi di cura della fibromialgia e alcuni di questi stanno ottenendo dei risultati davvero incoraggianti. Al Policlinico di Palermo un gruppo di ricercatori sta lavorando ad una tecnica la Stimolazione transcranica Random Noise o tRNS che prevede l’applicazione sul capo del paziente di due elettrodi che attraverso un generatore, trasmettono correnti elettriche a bassissimo voltaggio. Queste scariche a bassa intensità non sono dannose ma permettono di modulare l’attività delle sinapsi e quindi la trasmissione del segnale doloroso.

Per verificarne gli effetti della tRNS sui pazienti con fibromialgia, è stato condotto uno studio pilota presso l’unità operativa di neurofisiopatologia del Policlinico, su 20 pazienti: 10 sottoposte a tRNS, altre 10 ad un trattamento placebo. Tutte le pazienti hanno manifestato un miglioramento dei sintomi, una minore percezione del dolore e un minore affaticamento. Inoltre le pazienti sottoposte a tRNS si sono mostrate più attive e propositive, con un miglioramento della concentrazione e della memoria sia a breve sia a lungo termine, corroborando l’ipotesi che grazie a questa tecnica si riesca ad agire anche sui disturbi cognitivi e dell’umore.

L’ultima terapia che si sta sperimentando con successo è l’ossigeno-terapia iperbarica, cioè la respirazione di ossigeno puro erogato all’interno di una camera iperbarica. Dai risultati preliminari sembra che questa cura riesca ad agire sui meccanismi della fibromialgia e non solo sui sintomi, andando a stimolare la riparazione delle funzioni cerebrali quindi a normalizzare l’attività nelle aree del cervello responsabili del dolore.

Malgrado entrambi questi studi siano molto promettenti sono necessari ulteriori sviluppi e campioni clinici più ampi per consolidare le basi teoriche di entrambi, sperando che possano aprire la strada a nuovi ed efficaci trattamenti in grado di aiutare tutti coloro che soffrono di fibromialgia.

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Martina Valizzone
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Categoria: Salute

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