BPCO e caldo: perché le alte temperature rappresentano un rischio

BPCO e caldo: perché le alte temperature rappresentano un rischio

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Si avvicina l’estate, la stagione delle ferie e del tempo libero da trascorrere all’aperto. Non per tutti, però, questo è un buon periodo. In estate, infatti, chi soffre di problemi respiratori, come chi è affetto da BPCO, sperimenta dei fastidi maggiori e deve prestare particolare attenzione.

In questo post ci concentreremo sulla relazione tra BPCO e caldo, spiegando prima brevemente cos’è questa patologia, perché peggiora con l’aumento delle temperature e suggerendo alcuni comportamenti utili per chi soffre di patologie respiratorie.

Cos’è la BPCO?

La BPCO (la sigla sta per Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) è una malattia polmonare cronica, che si aggrava nel tempo. Spesso sottovalutata dagli stessi pazienti che ricevono la diagnosi, se non adeguatamente trattata può diventare rapidamente irreversibile ed evolvere in forme molto gravi.

Il parenchima polmonare (tessuto polmonare) e le vie aeree sono interessati da uno stato infiammatorio cronico che limita il flusso d’aria, il quale si riduce man mano che la patologia si aggrava. Frequente è, infatti, la dispnea, ovvero l’affanno e la mancanza di respiro, che si manifesta anche durante le attività quotidiane poco impegnative fisicamente.

Tra le cause, il fumo di tabacco è la più frequente e abbandonarlo è parte del trattamento della BPCO.
Non esistono cure definitive per la BPCO perché, come detto, è sostanzialmente irreversibile, e le terapie attualmente disponibili, cioè i broncodilatatori, sono limitate alla gestione dei sintomi.

Perché la BPCO peggiora in estate?

Con il caldo afoso tipico dell’estate, la sudorazione è ostacolata e questo aumenta la necessità di espellere il vapore attraverso la respirazione. L’organismo, infatti, deve mantenere costante la temperatura e per farlo utilizza diversi meccanismi, tra cui la sudorazione e l’eliminazione del vapore attraverso la respirazione.

Se il corpo è costretto a utilizzare di più il secondo meccanismo, per chi soffre di patologie respiratorie come la BPCO, la respirazione può diventare faticosa. La dispnea o un episodio asmatico, inoltre, possono presentarsi anche passando da un ambiente freddo, ad esempio un locale climatizzato con una temperatura molto bassa, a uno molto più caldo e umido.

Per di più, le condizioni climatiche estive peggiorano la BPCO (e le altre malattie respiratorie) soprattutto di chi vive nelle grandi città, dove le sostanze inquinanti si accumulano e ristagnano a causa della minore presenza di vento, dell’alta pressione e delle alte temperature.

I prodotti dei gas di scarico dei veicoli, ad esempio, reagiscono con l’acqua nell’aria e producono sostanze acide e irritanti per le vie respiratorie che possono dar luogo a una crisi di asma o respiratoria nei soggetti predisposti per malattia.

Anche la formazione dell’ozono negli strati bassi dell’atmosfera, provocata dai raggi ultravioletti che reagiscono con gli ossidi dei gas di scarico dei motori, è un ulteriore problema per chi soffre di malattie respiratorie. La concentrazione di ozono, infatti, normalmente presente in basse concentrazioni nell’aria che respiriamo, si innalza notevolmente.

Quali sono i consigli per chi soffre di BPCO nella stagione estiva?

Molti dei consigli per affrontare l’estate per chi soffre di BPCO sono validi un po’ per tutta la popolazione e li abbiamo sentiti ripetere tante volte, ma ricordarli non fa mai male quando si parla di salute:

  • Seguire scrupolosamente le prescrizioni mediche e le raccomandazioni che il medico fa, soprattutto perché alcuni farmaci potrebbero avere effetti collaterali in estate, nella maggior parte dei casi connessi alla disidratazione.
  • Mantenere un buon livello di idratazione è importante.
  • Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, ovvero dalle 12.00 alle 17.00. Ovviamente, anche l’attività fisica è da evitare nelle stesse ore.
  • Nelle stanze, climatizzate o ventilate, è bene avere un deumidificatore. Il deumidificatore riduce l’umidità dell’aria e un poco anche la temperatura della stanza. In ogni caso, è preferibile il ventilatore al climatizzatore.
  • Non passare da un ambiente molto caldo a uno climatizzato come se nulla fosse! Meglio coprirsi un poco, evitare di entrare e uscire immediatamente da un locale condizionato. Attendere anche pochi minuti consente al corpo di adattarsi alla temperatura e di subire di meno lo sbalzo termico quando si ritorna in un ambiente più caldo. Se si è proprietari del climatizzatore e si può quindi decidere la temperatura a cui regolarlo, si ricordi: mai meno di 25°C! Inoltre, la buona manutenzione del climatizzatore, soprattutto attraverso la pulizia regolare di filtri, è molto importante.
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