Artrite reumatoide: quello che non sai sui trattamenti

Pubblicato il 12/10/2017
Artrite reumatoide: quello che non sai sui trattamenti | Pazienti.it

Sono più diffuse delle malattie cardiovascolari e del diabete: stiamo parlando delle 150 malattie reumatiche  patologie caratterizzate dall’infiammazione di articolazioni, muscoli e talvolta organi interni – che colpiscono oltre il 10% degli italiani e rappresentano la seconda causa di invalidità permanente nel nostro Paese. Tra queste, l’artrite reumatoide rappresenta una delle patologie più diffuse: sono 300 mila i pazienti che ne sono affetti, e si contano 5.000 nuovi casi all’anno.

Nonostante sia una malattia ampiamente conosciuta, ancora oggi la diagnosi rimane incerta: agli esordi, infatti, i sintomi dell’artrite non sono sempre riconoscibili e non tutti sono presenti contemporaneamente. Purtroppo, una mancata diagnosi comporta un ritardo nell’individuazione di terapie adeguate che, pur essendo standard, vanno testati di volta in volta sul paziente per valutarne gli effetti in modo soggettivo. Vediamo insieme come trattare questa patologia, proprio oggi, durante la Giornata Mondiale del Malato Reumatico.

Che cos’è l’artrite reumatoide?

L’artrite reumatoide (AR) è una malattia infiammatoria, a carattere cronico, di tipo autoimmune. Il bersaglio principale dell’infiammazione è la membrana sinoviale che riveste l’articolazione e la lubrifica, attraverso il liquido sinoviale prodotto. Le cellule del sistema immunitario rilasciano sostanze infiammatorie che causano gonfiore e danno articolare.

L’artrite causa dolore, tumefazione e rigidità articolare portando ad una grave limitazione dei movimenti articolari, con deformazione delle articolazioni soprattutto a livello delle mani e dei piedi. Non mancano i casi in cui sono interessati anche le articolazione dei polsi, delle spalle, delle ginocchia, delle caviglie, dei gomiti e della rachide.

artrite reumatoide: i sintomi iniziali

L’interessamento articolare è, solitamente, bilaterale e simmetrico. L’artrite reumatoide è caratterizzata da periodi di remissione della sintomatologia intervallati da periodi di riacutizzazione che influiscono, non certo positivamente, sulla qualità della vita del paziente.

Quali sono i sintomi iniziali dell’artrite reumatoide?

Come si verifica anche in altre forme artritiche, i sintomi iniziali dell’artrite reumatoide possono comparire gradualmente nel tempo. Di solito i pazienti avvertono rigidità mattutina delle varie articolazioni interessate: questa difficoltà di movimento, a cui si associa tumefazione, tende a migliorare durante la giornata soprattutto dopo l’assunzione di corticosteroidi.

Oltre a indagini strumentali – come radiografie ed ecografie articolari – dal punto di vista laboratoristico, si identifica spesso l’alterazione degli indici di flogosi (infiammazione) tramite esami specifici, quali:

  • VES
  • PCR
  • Fattore Reumatoide
  • Anticorpi anti-citrullina
  • Anticorpi Anti-nucleo e anti-DNA
  • Sideremia –Ferritina e Transferrina

Altri sintomi dell’artrite reumatoide accusati dai pazienti possono comprendere:

  • Stanchezza
  • Febbre
  • Infiammazione dei tendini
  • Malessere generale
  • Anemia

E ancora:

  • Perdita di peso
  • Indolenzimento muscolare (mialgie)
  • Febbre
  • Secchezza degli occhi e della bocca (sindrome di Sjogren secondaria all’artrite reumatoide)
  • Presenza di piccole nodosità dolenti note come “noduli reumatoidi” che compaiono comunemente sotto la cute dei gomiti e degli avambracci

Quali sono le terapie per l’artrite reumatoide?

I pazienti affetti da artrite reumatoide, fino ad oggi, si sono sottoposti a trattamenti a base di cortisonici, di antinfiammatori non steroidei (FANS) – per controllare il dolore – e farmaci immunosoppressori, per controllare l’andamento della malattia sopprimendo l’azione del sistema immunitario – fra cui gli antimalarici, il metrotrexate e l’azatioprina.

Da qualche anno a questa parte l’impiego di farmaci biologici a base di anticorpi monoclonali aveva già ampliato le prospettive terapeutiche. Nonostante ciò, la progressione della malattia è quasi invitabile e, con il passare degli anni, le ricorrenti infiammazioni possono determinare un importante grado di invalidità.

Quali sono le nuove frontiere terapeutiche?

Purtroppo, la malattia non è curabile: essendo una patologia cronica non è infatti possibile ottenere una guarigione. Tuttavia, sembrerebbe che oggi sia possibile bloccarne la progressione attraverso l’impiego di innovativi farmaci biologici.

A confermarlo è l’efficacia dimostrata dall’azione combinata di Etanercept, un farmaco biologico, con il metrotrexate. In particolare, l’Etanercept è un recettore solubile del TNF (Tumor Necrosis Factor), che si lega al TNF rendendolo biologicamente inattivo e determinando una significativa riduzione dell’attività infiammatoria. Etanercept, dunque, svolge un ruolo cruciale nella regolazione dell’attività delle cellule del sistema immunitario. Oltre che per l’artrite reumatoide, ricordiamo che l’Etanercept in Italia è stato già approvato per la cura di diverse malattie infiammatorie, tra cui la psoriasi, l’artrite psoriasica, la spondilite anchilosante, l’artrite giovanile poliarticolare e la psoriasi pediatrica a placche.

Insomma, l’interazione di questi due farmaci, permetterebbe una remissione della malattia di circa il 90% con una contemporanea diminuzione del dolore e remissione funzionale. L’obiettivo? Migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da artrite reumatoide.

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Tania Catalano
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