10 modi per prevenire un infarto

10 modi per prevenire un infarto

Purtroppo, l’infarto è una delle cause di mortalità più diffusa in tutto il mondo. Il rischio è fortemente correlato a tre fattori:
lo stato di salute, l’eredità e l’età. I soggetti con patologie cardiache sono più esposti rispetto ad altri al rischio di infarto, così come coloro che hanno un età ormai avanzata. Infine, è sempre importare dare un’occhiata alla propria storia famigliare, per capire se vi è una maggiore o minore propensione al rischio di essere sorpresi da un attacco di cuore. Eppure, prevenire un infarto è possibile: ecco alcuni consigli utili.

Prevenire l’infarto è possibile: ecco come

Ecco alcune semplici regole che, se applicate costantemente, potrebbe aiutare a ridurre notevolmente il numero di decessi per infarto:

Infarto: le regole della prevenzione

  1. Consapevolezza del proprio stato di salute: è bene sottoporsi a controlli medici periodici per poter verificare la presenza di determinate patologie, soprattutto a carico del cuore, e individuare nel breve tempo il relativo trattamento.
  2. Non fumare: il fumo, come sempre, è il nemico numero uno della nostra salute. Soggetti fumatori sono più esposti rispetto ad altri a malattie cardiache, polmonari e vascolari e al conseguente rischio di infarto. Da non sottovalutare gli effetti del fumo passivo: esposizioni costanti a fumo di terzi risultano altrettanto gravi quanto il fumo attivo.
  3. Ipertensione: la pressione sanguigna alta si annovera come fattore di rischio primario. Essa opera “silenziosamente”, ovvero senza particolari sintomi e manifestazioni, provocando la lacerazione dei vasi sanguigni ed esponendo il paziente al rischio di infarto. Una persona soffre di ipertensione (cioè è ipertesa), quando: la pressione arteriosa minima (o pressione diastolica) supera “costantemente” il valore di 90 mm/Hg e la pressione arteriosa massima (o pressione sistolica) supera “costantemente” il valore di 140 mm/Hg. Controlli periodici della pressione sanguigna possono aiutare a definire terapie idonee per casi di ipertensione. Il rischio di pressione sanguigna alta è maggiore nei soggetti più adulti e in quelli con una storia famigliare in cui si registrano casi similari.
  4. Colesterolo: l’eccessiva presenza di lipidi è terreno fertile per il colesterolo cattivo (LDL). In questi casi è bene seguire una terapia, opportunamente prescritta, volta ad reintegrare i livelli di colesterolo “buono” (HDL).
  5. Alimentazione: come sempre l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella determinazione del nostro stato di benessere. In America le morti per infarto sono nettamente superiori rispetto ad altri Stati, a causa dell’elevato numero di soggetti obesi. Un’alimentazione a base di verdure, pesce, carni magre, cereali e a basso contenuto di grassi, una notevole riduzione degli eccessi e del consumo di cibi raffinati, una equa distribuzione del cibo durante la giornata, sono fattori rilevanti per ridurre il rischio di infarto.
  6. Attività fisica: ad una sana alimentazione occorre sempre associare una costante attività fisica. Dedicarsi a uno sport o semplicemente camminare per qualche chilometro ogni giorno permette di controllare il proprio peso bruciando un numero sufficiente di calorie, mantenere attivo il proprio metabolismo e tenere sempre allenato il cuore.
  7. Controllare lo stress: stati di ansia e tensione a cui giornalmente siamo sottoposti possono avere effetti collaterali disastrosi. Mantenere sottocontrollo i propri nervi è condizione necessaria per ridurre il rischio di infarto. Dedicarsi ad un hobby, leggere un libro, uscire con gli amici, organizzare una cena possono essere delle semplici azioni quotidiane che aiutano a gestire le proprie emozioni.
  8. Diabete: i soggetti diabetici sono maggiormente esposti al rischio di infarto. Seguire una terapia ad hoc e una sana alimentazione, opportunamente prescritte da un medico sono presupposti importanti per limitare il rischio di arresto cardiaco.
  9. Farmaci: è sempre bene verificare unitamente al proprio medico eventuali effetti collaterali dei farmaci assunti e non procedere al consumo di farmaci in autonomia. Alcuni farmaci, tra cui quelli per controllo dei livelli di colesterolo o quelli per controlli livelli pressione, se non assunti secondo determinate prescrizioni possono avere effetti gravosi sulla salute dell’individuo.
  10. Riconoscere i sintomi dell’infarto: imparare a riconoscere un infarto può salvare la propria vita o quella degli altri. Generalmente l’infarto si manifesta con un forte dolore nella zona centrale del petto che si irradia nella zona sinistra del corpo (braccio, polso e spalla), spesso accompagnato da febbre, vertigini e nausea. Al primo manifestarsi dei sintomi è bene chiedere subito aiuto.

Purtroppo, la disinformazione sul proprio stato di salute e uno stile di vita poco salutare spesso hanno effetti fatali.  Come si evince dall’elenco precedente, sono sufficienti piccole e sane abitudini quotidiane per limitare l’esposizione al rischio di infarto. La parola d’ordine è sempre prevenzione: impariamo a volerci più bene e a prenderci cura di noi stessi!

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