Streptococco

Contenuto di: - Curatore scientifico: Dr. Tania Catalano
Indice contenuto:
  1. Cos’è lo streptococco?
  2. Quali sono i sintomi dell'infezione da streptococco?
  3. Cosa comporta lo streptococco in gravidanza?
  4. Cosa comporta lo streptococco nel neonato?
  5. Come avviene il contagio da streptococco?
  6. Cos’è il polisaccaride C specificato da Lancefield?

Cos’è lo streptococco?

Streptococco

La classificazione delle diverse tipologie di streptococco è stata fatta sulla base di tre parametri differenti: 

  • In base all’emolisi, ovvero in base al tipo di reazione emolitica visualizzata sull’agar sangue (cioè un terreno di coltura solido che contiene globuli rossi del sangue). L’emolisi è un processo di distruzione della membrana dei globuli rossi, con successiva fuoriuscita di emoglobina. Secondo questo metodo di classificazione, gli streptococchi si dividono in tre gruppi principali:
    • streptococco alfa emolitico (la lisi dei globuli rossi, presenti sul terreno di coltura, è parziale e attorno alle colonie si forma un alone verdastro);
    • streptococco beta emolitico (la lisi dei globuli rossi del terreno di coltura è totale, l’alone attorno alle colonie è chiaro e incolore. Questa emolisi è prodotta da streptococchi piogenici. 
    • Streptococco gamma emolitico, ovvero non emolitico
  • In base alla classificazione di Lancefield, ossia in relazione al carboidrato specifico (antigene polisaccaridico C) presente nella parete
  • Presenza della capsula (capsulato è, per esempio, streptococcus pneumoniae)

Quali sono i sintomi dell'infezione da streptococco?

I sintomi dell’infezione da streptococco si suddividono, come detto in precedenza, in meno seri o gravi.

Tra i sintomi meno gravi si ritrovano:

  • infezioni della gola (faringite o “streptococco in gola”) e tonsillite. I sintomi associati a questo tipo di infezioni sono mal di gola, ghiandole ingrossate, placche in gola senza febbre e difficoltà nella deglutizione;

  • impetigine: un’infezione della cute che può causare irritazioni, vesciche e croste;

  • cellulite infettiva: un’infezione del tessuto connettivo che può causare rossore, dolore, gonfiore e una sensazione di calore nell’area affetta;

  • otite leggera i cui sintomi sono mal d’orecchio, febbre alta e la perdita parziale e temporanea dell’udito;

  • sinusite: un’infezione da streptococco senza febbre delle cavità che si trovano dietro la fronte e gli zigomi, i cui sintomi sono raffreddore e dolore al viso;

  • scarlattina: un’infezione che si manifesta con l’insorgenza di esantema puntiforme, cioè un’eruzione cutanea di punti rossi, ruvidi al tatto;

  • infezioni delle vie urinarie (IVU): si verifica quando i batteri, penetrati attraverso l’uretra, si moltiplicano nelle vie urinarie, i cui sintomi sono febbre alta, brividi, nausea, vomito, dolore lombare e toracico.

Tra i sintomi più gravi si ritrovano:

  • polmonite: un’infezione dei polmoni che causa tosse persistente, difficoltà nella respirazione e dolore al petto;

  • sepsi: un’infezione del sangue che causa febbre, tachicardia e respirazione rapida;

  • meningite: un’infiammazione delle meningi che causa forte mal di testa, vomito, rigidità del collo, sensitività alla luce e una caratteristica eruzione cutanea;

  • sindrome da shock tossico: tossine vengono rilasciate nel sangue, provocando febbre alta improvvisa, nausea e vomito, diarrea, svenimento, capogiro e confusione;

  • fascite necrotizzante: un’infezione degli strati profondi della pelle e sottocutanei. Può causare dolore acuto, gonfiore e rossore nell’area affetta.

Cosa comporta lo streptococco in gravidanza?

Le statistiche rivelano che circa una donna su quattro presenta il batterio dello streptococco B nella vagina o nel sistema digestivo durante la gravidanza. In condizioni normali la presenza dello streptococco non rappresenta un pericolo di per sé ma, nel caso in cui si presenti durante la gravidanza, questo batterio potrebbe avere conseguenze pericolose per il nascituro.

Lo streptococco può essere passato al bambino attraverso il fluido amniotico o attraverso il passaggio del bambino nel canale del parto durante la nascita.

La maggior parte dei bambini esposti allo streptococco B non contraggono l’infezione, ma vi è sempre una possibilità di contagio (un caso su 2000).

L’infezione da streptococco in gravidanza può causare aborto o il parto del feto morto, anche se queste complicazioni sono piuttosto rare.

Cosa comporta lo streptococco nel neonato?

Siccome i neonati hanno un sistema immunitario debole, lo streptococco B può diffondersi velocemente, causando infezioni gravi come meningite o polmonite. I sintomi di questa infezione in un neonato solitamente si sviluppano durante le prime ore o giorni di vita e includono:

  • incoscienza;
  • inappetenza;
  • irritabilità;
  • respirazione rumorosa;
  • temperatura corporea troppo bassa o elevata;
  • respiro troppo veloce o troppo lento;
  • battito cardiaco troppo lento o troppo veloce.

In alcuni casi, i neonati possono contrarre l’infezione da streptococco B dopo alcune settimane o mesi dopo la nascita.

Come avviene il contagio da streptococco?

La trasmissione dello streptococco avviene col passaggio del batterio da un organismo all’altro attraverso l’aria o per contatto diretto con la persona infetta. I modi più comuni del passaggio dell’infezione sono attraverso un colpo di tosse o uno starnuto.

Il contagio avviene quando il paziente è all’apice della sintomatologia e può rimanere contagioso fino a 21 giorni dalla comparsa dell’infezione, se non curato. Passate 24 ore dopo l’inizio della cura antibiotica il paziente non sarà più contagioso.

Cos’è il polisaccaride C specificato da Lancefield?

Nel 1933 Rebecca Lancefield scoprì che gli streptococchi patogeni si potevano suddividere in gruppi in relazione all’antigene polisaccaridico C.

I polisaccaridi C sono componenti della parete batterica e sono formati da uno scheletro legato al peptidoglicano, altro componente della struttura della parete batterica.

Secondo questa classificazione esistono 18 gruppi che vanno dal gruppo A al gruppo W. E’ il gruppo A che possiede i principali patogeni per l’uomo.