Tireoglobulina

Contenuto di: - Curatore scientifico: Dr. Chiara Tuccilli
Indice contenuto:
  1. Cos’è la tireoglobulina?
  2. Come avviene il test per la tireoglobulina?
  3. Come vengono interpretati gli esami?

Cos’è la tireoglobulina?

Tireoglobulina

La tireoglobulina è una grande proteina iodata glicosilata con una massa molecolare di 660 kDa.

Lo iodio, in forma di ioduro, viene incorporato nella tireoglobulina per formare gli ormoni tiroidei. Quando lo ioduro è introdotto nella tireoglobulina si formano:

  • i precursori ormonali inattivi mono-iodotironina (MIT) e diiodotirosina (DIT);
  • gli ormoni tiroxina (T4) e triiodotironina (T3).
     

Del peso della tireoglobulina, l'8% -10% è costituito da carboidrati, mentre lo 0,2% -1% è  composto da ioduro, a seconda della quantità di iodio nella dieta.

Lo iodio, necessario per la sintesi degli ormoni tiroidei, è un elemento che si trova in tracce nel suolo, perciò gli alimenti che consumiamo hanno un diverso contenuto di iodio in base al terreno sui quali sono stati coltivati.

Nell'adulto medio, la quantità giornaliera raccomandata di iodio è di circa 150 μg. La quantità raccomandata nelle donne in gravidanza e in allattamento è superiore ed è pari a 250 μg. Seguendo una dieta equilibrata, l’apporto di iodio può essere normalmente ottenuto senza supplemento di iodio, a parte il sale iodato.

La tiroide contiene comunque una riserva di iodio, pari a circa 8 mg. Lo iodio assunto con la dieta viene assorbito come ioduro nell'intestino e viene concentrato nella ghiandola tiroidea contro un forte gradiente elettrochimico.

Questo processo è dipendente dall'energia chimica fornita dall’ATP ed è svolto dal trasportatore NIS la cui attività, regolata dall’ormone tirotropina o ormone tiroideo-stimolante (TSH), controlla il rapporto tra ioduri nella tiroide e lo ioduro siero.

Quando lo ioduro entra nelle cellule della tiroide deputate alla sintesi degli ormoni T3 e T4, cioè le cellule follicolari, viene attivato da un enzima noto come tireoperossidasi (TPO) e successivamente incorporato in alcuni residui di tirosina (un amminoacido) della tireoglobulina. In questo modo si formano MIT e DIT all’interno della tireoglobulina.

Sempre all’interno della molecola di tireoglobulina, l’interazione tra MIT e DIT origina gli ormoni T3 e T4. In particolare:

  • due DIT formano T4;
  • un MIT e un DIT formano T3.

La tireoglobulina è quindi un pro-ormone molto grande, il precursore di T3 e T4, gli ormoni della tiroide circolanti e attivamente funzionanti.

La tireoglobulina non è conservata all’interno delle cellule follicolari della tiroide, ma al loro esterno nella cavità del follicolo che le stesse cellule formano, disponendosi le une accanto alle altre in cerchio. La cavità del follicolo è riempita con una sostanza detta colloide, all’interno della quale le cellule follicolari riversano la tireoglobulina. La tireoglobulina viene ricaptata nelle cellule follicolari solo quando è necessario produrre gli ormoni attivi e il segnale è fornito dal TSH.

Per stimolazione del TSH,il colloide entra nella cellula in pochi minuti la tireoglobulina viene idrolizzata da varie proteasi e peptidasi acide per liberare T3 e T4, che vengono poi secreti dalla parte basale della cellula.

La tireoglobulina sierica è influenzata dalla disponibilità e dall'assunzione di ioduri; pertanto, i range di riferimento della tiroglobulina sono determinati in base agli indici geografici dei livelli di ioduro.

I livelli sierici normali della tireoglobulina rientrano nell’intervallo 1-20 ng/mL, ma non viene dosata per valutare la funzione tiroidea. La sua utilità, infatti, è limitata a verificare la presenza di cellule della tiroide, per esempio nel caso dei pazienti ai quali è stata asportata la ghiandola e ci si vuole accertare che non siano presenti cellule residue. 

Come avviene il test per la tireoglobulina?

Il test della tireoglobulina viene utilizzato principalmente come marker tumorale per valutare l'efficacia del trattamento per il cancro alla tiroide differenziato e per monitorare la ricorrenza. Non è utile per individuare il cancro alla tiroide di per sé.

In particolare, la misura della tireoglobulina a seguito di stimolazione con TSH umano ricombinante è un buon indicatore prognostico dello stato della malattia, dopo che è stata effettuata sia la chirurgia che l'ablazione con I131 (isotopo radioattivo dello iodio).

Dopo un trattamento efficace, i livelli di tireoglobulina sono notevolmente bassi. Se, dopo il test di stimolo, i valori di tireoglobulina si sollevano, si può porre diagnosi di recidiva. 
Il dosaggio della tireoglobulina senza stimolo con TSH umano ricombinante, invece, viene effettuato per:

  • controllare nel tempo i pazienti che hanno avuto un carcinoma differenziato della tiroide e sono stati sottoposti ad intervento e terapia radiometabolica;
  • confermare la presenza di metastasi del carcinoma tiroideo all’interno dei linfonodi;
  •  verificare la tossicosi a causa di ingestione eccessiva di ormoni tiroidei;
  • diagnosticare la tiroidite subacuta;
  • distinguere l’ ipotiroidismo congenito dovuto ad agenesia della tiroide (perché la tireoglobulina è indosabile) da quello dovuto ad ectopia tiroidea (perché la tireoglobulina è dosabile).

Dopo un mese dalla completa rimozione della ghiandola tramite chirurgia  e iodio radioattivo, si effettuano il dosaggio della tireoglobulina e la scintigrafia corporea totale. In assenza di metastasi:

  • -    i valori di tireoglobulina circolante sono ai limiti bassi della norma;
  • -    la scintigrafia è negativa.

Per combattere l’ipotiroidismo acquisito con l’intervento chirurgico, viene somministrata la L-tiroxina (L-T4). 

Il paziente viene poi controllato ogni 3 mesi nell’arco del primo anno dall’intervento, e poi ogni 6 mesi. Tra gli esami richiesti vi è sempre il dosaggio della tireoglobulina, perché è il marcatore più sensibile e specifico per valutare la presenza di metastasi o la recidiva della malattia.

Per considerare il paziente guarito, almeno due dosaggi della tireoglobulina a distanza di un anno dall’intervento, effettuati sospendendo la terapia di L-T4 o il test di stimolo con TSH ricombinante umano, risultano inferiori a 1 ng/mL. Il test di stimolo con TSH offre il vantaggio al paziente di non interrompere la terapia con L-T4, evitando così i disagi che deriverebbero dall’ipotiroidismo.

Una lettura della tireoglobulina isolata, sia normale che elevata, di per sé non suggerisce una recidiva o una scarsa prognosi del cancro alla tiroide. I test di tireoglobulina devono essere eseguiti nello stesso laboratorio, poiché sono possibili variazioni tra i metodi di prova in diversi laboratori.

Se viene rilevato un residuo di tessuto tiroideo o recidiva del cancro alla tiroide o sue metastasi, si somministra iodio radioattivo per l'ablazione delle cellule residue o cancerose. Successivamente si ripetono sia il dosaggio della tireoglobulina sia la scintigrafia.
Quando si effettua il dosaggio della tireoglobulina, occorre sempre dosare anche gli anticorpi anti-tireoglobulina (TgAb),  poiché essi interferiscono con la sua misura. Se sono presenti gli anticorpi, infatti, il valore della tireoglobulina risulta inferiore a quello reale.

In generale, gli anticorpi anti tiroide devono essere misurati in diverse condizioni cliniche che interessano la tiroide. Gli anticorpi anti tiroide non sono limitati a quelli anti-tireoglobulina, ma includono anche: 

  • l'anticorpo anti perossidasi tiroidea (TPOAb);
  • l'anticorpo anti recettore del TSH (TRAb).

Come vengono interpretati gli esami?

I livelli di tireoglobulina aumentati si trovano nelle seguenti condizioni:

  • Tumori alla tiroide non trattati e metastatici (papillari e follicolari)
  • Metastasi dopo il trattamento iniziale
  • Tiroidite subacuta

I livelli di tireoglobulina diminuiti si trovano nelle seguenti condizioni:

  • Ipotiroidismo dovuto ad agenesia della tiroide nei neonati