Orgasmo

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L’orgasmo è una successione di contrazioni neuromuscolari involontarie che si verificano nella zona genitale.

Cosa è l'orgasmo?

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L’orgasmo consiste in una sensazione di intenso piacere transitorio e variabile in grado di creare un alterato stato di coscienza, con allentamento della tensione sessuale e contrazioni ritmiche dei muscoli perineali e degli organi riproduttivi. Nell’uomo l'orgasmo coincide generalmente con l'eiaculazione, nella donna è abitualmente accompagnato da contrazioni ritmiche e involontarie della muscolatura pelvica striata circumvaginale.

Che cosa è il punto G?

Il punto G, chiamato anche punto Gräfenberg (dal nome del ginecologo tedesco Ernst Gräfenberg che ha compiuto diversi studi a riguardo) è una zona erogena femminile grande circa 50-80 mm che, se stimolata, può portare ad un’eccitazione sessuale più intensa del solito.

La reale esistenza del punto G non è stata ancora appurata, ma si troverebbe fra l'apertura vaginale e l'uretra.

Anni di studi e ricerche sul punto G

Il concetto di punto G è entrato nella cultura popolare verso la metà degli anni ’90 ma è stato criticato da molti ginecologi che ne hanno sin da subito negato l’esistenza, riportando gli esiti negativi di molte ricerche compiute a riguardo.
Diversi studi sulla stimolazione sessuale femminile hanno provato a collegare il punto G alla parete del clitoride, ipotizzando che alcune donne abbiano maggiori terminazioni nervose e tessuti interni più spessi rispetto ad altre.

Altri ricercatori hanno descritto il punto G come un sistema di ghiandole e condotti situati all'interno della parete anteriore vaginale, nella zona delle ghiandole di Skene. Nel 2011, attraverso una speciale macchina per risonanze magnetiche i dati sensoriali del cervello sono stati collegati alle stimolazioni dei genitali femminili: gli studi compiuti sui dati emersi hanno portato a sostenere che il punto G sia una convergenza di molte strutture differenti.

Per tutte queste le teorie, tuttavia, non vi sono state conferme attendibili sufficienti.
Chi sostiene l’esistenza del punto G viene criticato per il troppo credito concesso a prove parziali, a metodi d’indagine discutibili e compiuti su piccoli campioni di donne.

Per definire ed individuare il punto G si è fatto spesso affidamento anche a testimonianze dirette di alcune donne che però non hanno, chiaramente, alcuna rilevanza scientifica.

Quali conclusioni si possono trarre sull’esistenza del punto G?

La maggior parte delle donne crede che il punto G esista realmente, anche se spesso non sono poi in grado di individuarlo. Tutte le indagini compiute finora per cercare di confermarne l'esistenza, si sono scontrate con l’oggettiva mancanza di validi elementi di prova che possano collocare il punto G in una zona anatomica ben precisa.

Tuttavia, i molti rapporti attendibili e le diverse testimonianze circa l'esistenza di una zona altamente sensibile nella parete vaginale femminile non chiudono il dibattito sul punto G ma spingono, anzi, ad implementare la ricerca. Lo scetticismo generale di ginecologi e ricercatori ha portato in molti ad affermare che il punto G potrebbe anche esistere, ma che questa sua esistenza sarebbe in realtà altamente soggettiva.

L’impresa più ardua è quella di rimuovere i possibili sentimenti di "inadeguatezza" che molte donne possono provare a causa dell’ipotetica mancanza di un proprio punto G. Ma ogni donna è diversa e se è vero che alcune possono avere una zona sensibile più erogena, non è detto che quest’area debba necessariamente essere ricondotta al punto G.

Interventi di amplificazione del punto G

Esistono anche alcune donne che ricorrono ad interventi per ampliare il proprio punto G, al fine di aumentare la sensazione di piacere sessuale. Questa operazione, compiuta in anestesia locale e con l’iniezione diretta di collagene nella pelle, non è però riconosciuta a livello medico e può comportare notevoli rischi quali disfunzioni sessuali e gravi infezioni.

Argomenti: Eiaculazione orgasmo
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