Setticemia

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La setticemia è un’infezione del sangue, nota anche con il nome di sepsi. Si tratta di una grave patologia, che porta all’avvelenamento del sangue. Se non trattata, questa patologia diventa Shock settico, una grave complicanza che porta ad una forte diminuzione della pressione sanguigna, a causa delle tossine che sono state rilasciate dai batteri.

Che cos'è la setticemia?

Setticemia | Pazienti.it

Per setticemia, o sepsi, s'intende la presenza massiva, nel torrente circolatorio, di specie di batteri patogeni. Rappresenta una grave complicazione di un'infezione batterica in atto nell'organismo, a partire da un focolaio "settico" (per es. meningite, ascesso dentario, otite).

Ciò avviene quando le difese organiche sono insufficienti a contenere l'infezione del focolaio e non si sono utilizzati adeguati antibiotici. Solo in situazioni gravissime, la condizione si manifesta nonostante l'uso di tali farmaci.

In questi casi, si possono sviluppare dei trombi che danneggiando gli organi vitali, impedendo il corretto afflusso sanguigno. Se non curata in tempo, può causare shock settico e portare alla morte. 

La sepsi in genere si verifica quando il sistema immunitario è in una condizione di debolezza ed è spesso una complicazione di infezioni di organo di entità importante, come:

Che differenza c'è tra sepsi e batteriemia?

Da non confondere la setticemia con la batteriemia.

La batteriemia è un termine usato per indicare la presenza di un'occasionale invasione di germi nel circolo sanguigno. Deve essere distinta dalla sepsi, caratterizzata dalla presenza nel sangue di germi in numero elevato e per periodi prolungati. Mentre la batteriemia può essere asintomatica (non dar luogo cioè ad alcun particolare disturbo), la setticemia provoca un quadro morboso grave di infezione generale e di stato tossico.

La batteriemia può realizzarsi con diversi meccanismi. Il più semplice è dato da un trauma che, determinando una lesione della continuità della parete dei capillari e delle piccole vene, consente l'ingresso dei germi nel torrente ematico. 

Un'altra forma di batteriemia si realizza per passaggio nel sangue di linfa proveniente da linfoghiandole infette e ricche di germi. I germi circolanti durante la fase batteriemica sono rapidamente rimossi dagli elementi del sistema reticolo-istiocitario localizzati in prevalenza nel fegato, nella milza, nel midollo osseo; talora, possono localizzarsi nei diversi organi.

Si tratta, quindi, di infezioni non gravi, seppur pericolose.

Cos'è la setticemia neonatale?

La sepsi neonatale può essere classificata in due modi: ad insorgenza precoce o tardiva. L'esordio è più rapido nei neonati prematuri.

La sepsi ad esordio precoce è associata all'acquisizione di microrganismi da parte della madre. L'infezione transplacentare o l'infezione ascendente dalla cervice può essere causata da organismi che colonizzano il tratto genitourinario della madre; il neonato acquisisce i microrganismi mentre attraversa il canale del parto colonizzato al momento del parto.

I microrganismi più comunemente associati all'infezione ad esordio precoce includono:

  • Streptococco di gruppo B.
  • Escherichia coli.
  • Stafilococco coagulasi-negativo.
  • Haemophilus influenzae.
  • Listeria monocytogenes.

La sepsi ad esordio tardivo si verifica a 4-90 giorni di vita. Gli organismi che sono implicati nel causare la sepsi a esordio tardivo includono:

  • Stafilococco coagulasi-negativo.
  • Stafilococco aureo.
  • E. coli.
  • Klebsiella.
  • Pseudomonas.
  • Enterobacter.
  • Candida.
  • Serratia.
  • Acinetobacter

La cute del neonato, il tratto respiratorio, la congiuntiva, il tratto gastrointestinale e l'ombelico possono essere colonizzati dall'ambiente. I vettori per tale colonizzazione possono includere cateteri vascolari o urinari, altre linee permanenti.

La polmonite è più comune nella sepsi ad esordio precoce, mentre la meningite e la batteriemia sono più comuni nella sepsi tardiva. I neonati prematuri e malati sono più suscettibili alla sepsi; in questi pazienti, è necessaria una notevole vigilanza affinché la sepsi possa essere efficacemente identificata e trattata.

Quando si sospetta una sepsi neonatale, il trattamento deve essere iniziato immediatamente a causa della relativa immunosoppressione del neonato, è il caso, quindi, di niziare gli antibiotici non appena vengono eseguiti i test diagnostici.

I fattori di rischio implicati nella sepsi neonatale riflettono il livello dello stress e la malattia vissuta dal feto al momento del parto, nonché il pericoloso ambiente uterino che circonda il feto prima del parto. I fattori di rischio più comuni associati alla sepsi neonatale a esordio precoce sono i seguenti:

  • Colonizzazione materna (specialmente se non trattata durante il travaglio).
  • Rottura prematura delle membrane.
  • Rottura pretermine delle membrane.
  • Rottura prolungata delle membrane.
  • Prematurità.
  • Infezione del tratto urinario materno.
  • Corioamnionite.

Altri fattori che sono associati o predispongono alla sepsi neonatale ad esordio precoce includono:

  • Febbre materna superiore a 38 °C.
  • Infezione del tratto urinario materno.
  • Scarsa cura prenatale.
  • Scarsa nutrizione materna.
  • Storia di aborti ricorrenti.
  • Basso peso alla nascita.
  • Parto difficile.
  • Asfissia alla nascita.
  • Meconio.
  • Anomalie congenite.

La sepsi ad esordio tardivo è associata ai seguenti fattori di rischio:

  • Prematurità.
  • Cateterizzazione venosa centrale (durata> 10 giorni).
  • Uso della cannula nasale.
  • Uso inibitore della pompa protonica. 
  • Patologia del tratto gastrointestinale.
  • Meningite.

Quali sono i sintomi della setticemia?

I sintomi della setticemia insorgono e degenerano molto rapidamente, per questo è necessario riconoscerli al più presto e chiedere l'aiuto di uno specialista.

I primi sintomi possono includere:

E ancora: 

  • Nausea e vomito.
  • Puntini rossi sulla pelle.
  • Volume delle urine ridotto.

Nell'ultima fase, quella più grave, possono comparire: 

  • Difficoltà respiratorie.
  • Scarsa minzione.

Quali sono le cause della setticemia?

Le cause della setticemia sono varie. Può, infatti, essere provocata da infezioni batteriche in qualche parte del sangue, come pelle e polmoni, che permettono ai batteri di propagarsi attraverso il sangue. Spesso, non è possibile identificare la fonte precisa dell’infezione.

Le cause più comuni sono:

  • Presenza di un’infezione alle vie urinarie, come escherichia coli nelle urine.
  • Infezioni polmonari e renali.
  • Infezioni nell’area addominale, come un’infezione intestinale.
  • presenza di ferite o ustioni
  • Compromissione del sistema immunitario (come nei casi di HIV).
  • Presenza di un catetere venoso o urinario.
  • Ventilazione meccanica.
  • Ascessi.
  • Flemmoni.
  • Piaghe suppurate.

Dopo un intervento chirurgico, si è maggiormente a rischio che si presenti questa patologia e spesso capita che i batteri così contratti siano più resistenti agli antibiotici.

Cos’è la setticemia da Escherichia Coli?

L’Escherichia Coli è una famiglia di batteri presente nell’ultimo tratto dell’intestino dell’uomo e di tutti gli animali a sangue caldo.
L’infezione dovuta a questo batterio avviene per via oro-fecale e i principali vettori sono le carni infette. Può contaminare le acque e produce tossine di diversi tipi, sia termolabili che termostabili.

La sepsi può presentarsi in caso di trauma intestinale, con propagazione del batterio o in caso di mancata osservanza delle norme igieniche, ad esempio nell’uso del catetere. Sono colpiti, soprattutto, gli anziani e i pazienti a rischio come i malati di diabete e i traumatizzati.

Il rilascio della tossina LT, una tossina termolabile con struttura simile a quella del colera, provoca diarrea e, se l’infezione attacca le vie urinarie, uretriti e cistiti. L’infezione è dolorosa, ma in genere si risolve in pochi giorni, se trattata in modo farmacologicamente appropriato. 

Come si diagnostica la sepsi?

Si tratta di una patologia difficile da diagnosticare, perché è arduo trovarne le cause. Il medico inizierà studiando la storia medica del paziente, si valuterà poi il livello della pressione sanguigna e della temperatura. 

La presenza di sintomi di meningite o polmonite sono campanelli di allarme. In alternativa, si possono eseguire:

  • Analisi delle urine e del sangue, per rilevare anomalie di fegato e reni e per il conteggio dei leucociti neutrofili che di solito risultano più alti e della quantità di albumina nelle urine.
  • Test su secrezioni respiratorie.
  • Test su secrezioni di piaghe o ferite (tamponi).

Se i segni di infezione sono evidenti, si procede invece con:

  • Raggi X.
  • MRI (per la valutazione dello stato dei tessuti molli).
  • TAC (per valutare la condizione dei polmoni).
  • Ultrasuoni ed ecografia.

Come si cura?

Trattandosi di una condizione molto grave, questa va assolutamente trattata in ospedale, nei reparti di terapia intensiva.

La cura varierà in base a età, condizioni generali di salute, tolleranza ai farmaci, persistenza della patologia. I farmaci usati per il suo trattamento sono gli antibiotici ad ampio spettro, fino a che non viene determinato il batterio che l’ha causata, dopo di che, si procede con antibiotici mirati. 

In alcuni casi, se si avverte dolore, sono somministrati anche antidolorifici

Quali sono le principali complicazioni?

Le principali complicazioni che si possono verificare sono:

  • Shock settico. Si tratta di una grave complicanza che porta ad una forte diminuzione della pressione sanguigna, a causa delle tossine che sono state rilasciate dai batteri.
  • Sindrome da stress respiratorio acuto (ARDS). Anche in questo caso, si tratta di una complicanza molto grave e spesso fatale, che impedisce all’ossigeno di raggiungere sangue e polmoni. Porta spesso a danni permanenti ai polmoni, ma può danneggiare anche cervello e dare problemi di memoria.
  • Endocardite.
  • Broncopolmonite.
  • Ascessi polmonari.
  • Glomerulonefriti.
  • Insufficienza renale.
  • Acetonemia.
  • Presenza diffusa di ascessi da stafilococco.

La setticemia può avere conseguenze molto gravi, soprattutto in caso sia stata diagnosticata una sepsi severa

Le ripercussioni interessano tutti gli organi vitali, perchè maggiore è l’infiammazione, minore è l’irrorazione di sangue in tutto il corpo. Questo perchè con l’infiammazione si creano numerosi piccoli trombi, cioè dei coaguli che entrano in circolo, che rendono difficile l’irrorazione dei tessuti che possono anche andare in necrosi.

Cos'è lo schock settico?

Si ha uno shock settico quando si verifica un calo significativo della pressione sanguigna, il che può portare a:

Si ritiene che l'infiammazione batterica risultante dalla sepsi causi la formazione di piccoli coaguli di sangue. Questo può bloccare l'ossigeno e i nutrienti dal raggiungere gli organi vitali.

L'infiammazione si verifica più spesso negli anziani o nelle persone con un sistema immunitario indebolito, ma sia la sepsi che lo shock settico possono accadere a chiunque.

Le persone che soffrono di shock settico sperimenteranno i sintomi della sepsi grave, ma avranno anche una pressione del sangue molto bassa che non risponde alla sostituzione del fluido.

Alcuni fattori, come l'età o una precedente malattia, possono comportare un rischio maggiore di sviluppare lo shock settico. Questa condizione è comune nei neonati, negli anziani, nelle donne in gravidanza e nelle persone con sistema immunitario soppresso a causa dell'HIV, di malattie reumatiche, come il lupus e l'artrite reumatoide o la psoriasi, malattie infiammatorie intestinali o trattamenti contro il cancro.

Anche i seguenti fattori potrebbero rendere più probabile che una persona sviluppi uno shock settico:

  • Chirurgia maggiore o ricovero a lungo termine.
  • Diabete tipo 1 e tipo 2 con uso di medicinali iniettabili.
  • Pazienti ospedalizzati che sono già molto malati.
  • Esposizione a dispositivi come cateteri per via endovenosa, cateteri urinari o tubi respiratori, che possono introdurre batteri nel corpo.
  • Scarsa nutrizione.

Se si hanno sintomi di sepsi, il passo successivo è effettuare un test per determinare la diagnosi, che viene spesso eseguita con un esame del sangue. Questo tipo di test può determinare se uno qualsiasi dei seguenti fattori è presente:

  • Batteri nel sangue.
  • Problemi di coagulazione dovuti a un basso numero di piastrine.
  • Prodotti di scarto in eccesso nel sangue.
  • Funzione anormale del fegato o dei reni.
  • Diminuzione della quantità di ossigeno.
  • Squilibrio elettrolitico.

A seconda dei sintomi e dei risultati del test del sangue, ci sono altri esami che un medico potrebbe voler eseguire per determinare la fonte dell'infezione. Questi includono:

  • Test delle urine.
  • Test della secrezione della ferita se si dispone di un'area aperta che sembra infetta.
  • Test di secrezione del muco per vedere quale tipo di germe c'è dietro l'infezione.
  • Test del midollo spinale.

Le complicazioni che si potrebbero riscontrare e il risultato della condizione possono dipendere da fattori quali:

  • Età.
  • Da quanto tempo è iniziato il trattamento.
  • La causa e l'origine della sepsi nel corpo.
  • Le condizioni mediche preesistenti.

I medici utilizzano alcuni farmaci per trattare lo shock settico, tra cui:

  • Antibiotici per via endovenosa per combattere l'infezione.
  • Farmaci vasopressori, che sono farmaci che costringono i vasi sanguigni e aiutano ad aumentare la pressione sanguigna.
  • Insulina per la stabilità dello zucchero nel sangue.
  • Corticosteroidi.

Grandi quantità di liquidi per via endovenosa verranno somministrate per trattare la disidratazione e contribuire ad aumentare la pressione sanguigna e il flusso di sangue agli organi. Potrebbe anche essere necessario un respiratore per facilitare la respirazione. 

La chirurgia può essere eseguita per rimuovere una fonte di infezione, come il drenaggio di un ascesso pieno di pus o la rimozione di tessuto infetto. 

Lo shock settico è una condizione grave e oltre il 50% dei casi comporta la morte. Le possibilità di sopravvivere dipenderanno dalla fonte dell'infezione, dal numero di organi colpiti ed entro quanto tempo si riceverà il trattamento dopo aver iniziato a sperimentare i sintomi.

Perché dopo un intervento può presentarsi la setticemia?

È possibile, anche se in questi casi si tratta, più facilmente, di batteriemia transitoria.

Può insorgere in seguito a manipolazioni, come l’inserimento di un catetere urinario infetto o da una manipolazione chirurgica di tessuti orali infetti o in caso manipolazioni di tipo invasivo, come l’inserimento di cateteri intracardiaci o può verificarsi in caso di incisioni o frenaggi di ascessi.

Si verificano spesso in pazienti affetti da patologie croniche o immunocompromessi. Di norma, il sito primario di sviluppo dell’infezione è individuabile nei polmoni. Nella maggioranza dei casi, si tratta di infezioni a bassa carica batterica con andamento opportunistico e intermitente e per lo più a esito benigno che non necessita di terapie, fatta eccezione per pazienti anziani o soggetti portatori di patologie cardiovascolari.

L’infezione batterica si manifesta con stati febbrili, sintomatologia dolorosa, brividi e tachipnea.

Evoluzioni negative della betteriemia da intervento chirurgico possono verificarsi soprattutto quando non diagnosticate in tempo o a causa delle preesistenti patologie del paziente.

Setticemia fulminante: quando compare?

Questa forma è dovuta ad un numero enorme e spesso mortale di meningococco nel sangue, che porta allo shock settico. Di solito, si accompagna a lesioni della cute di tipo emorragico.

È contagiosa?

Fortunatamente, non è una patologia contagiosa. Infatti, non si prende da un’altra persona, ma attraverso ferite o malattie. Sono invece contagiose alcune delle patologie che possono portare alla sua insorgenza.

Si può prevenire?

Per i bambini, la migliore forma di prevenzione resta quella delle vaccinazioni. Per i soggetti con compromissione del sistema immunitario è meglio:

  • Evitare di fumare.
  • Evitare di assumere droghe.
  • Mantenere una dieta sana.
  • Fare esercizio.
  • Lavarsi regolarmente le mani.
  • Stare lontano da persone malate.

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