Linfociti

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I linfociti sono cellule che si trovano nel sangue, appartenenti al gruppo dei globuli bianchi. La funzione dei linfociti è particolarmente importante: sono responsabili, infatti, della risposta immunitaria del nostro organismo contro agenti patogeni.

Che cosa sono i globuli bianchi?

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I globuli bianchi, detti anche leucociti, svolgono una funzione fondamentale per il sistema immunitario dell'organismo. Queste cellule, infatti, aiutano a contrastare le infezioni attaccando batteri, virus e germi che invadono l'organismo. I globuli bianchi, come anche i globuli rossi, hanno origine nel midollo osseo, ma circolano in tutto l'organismo attraverso il flusso sanguigno.

Ci sono cinque tipi diversi di globuli bianchi:

Che cosa sono i linfociti?

I linfociti sono un sottotipo di globuli bianchi e costituiscono il 20-40% di tutti i leucociti presenti nel corpo umano.

Hanno il compito di distruggere, insieme ai monociti e agli altri gruppi di globuli bianchi, i germi e altre sostanze estranee al corpo.

I globuli bianchi, infatti, sono utilizzati dal sistema immunitario per combattere gli agenti patogeni, esterni o interni, che possono attaccare l'organismo, provocando delle infezioni.

Qual è il ruolo dei linfociti?

I linfociti rivestono un importante ruolo per la funzionalità del sistema immunitario, poiché sono in grado di combattere selettivamente ogni diverso antigene che aggredisce l'organismo. Si trovano nel sangue circolante, negli organi linfoidi (milza, linfonodi, timo) e nel tessuto connettivo lasso, dove possono migrare in grande numero in caso di necessità.

I linfociti, direttamente o attraverso cellule da essi derivate, svolgono un'importantissima funzione nei meccanismi di difesa generale dell'organismo, nel senso che sono cellule in grado di far scattare le strategie stesse di difesa e di stimolare la produzione di anticorpi.

Qual è l'anatomia dei linfociti?

Morfologicamente, i linfociti si distinguono per le piccole dimensioni. Presentano un nucleo arrotondato e ovale, e un citoplasma poco abbondante e povero di granulazioni.

Possono essere distinti in piccoli, medi e gradi, a seconda del loro diametro; le tre varietà di linfociti si ricollegano l'una all'altra attraverso un'infinità di forme intermedie. In particolari condizioni, poi, i piccoli linfociti possono trasformarsi in grandi linfociti, riacquistando la capacità di dividersi, come grandi linfociti.

I più tipici sono i piccoli linfociti, perchè caratterizzati da un evidente nucleo tondeggiante o reniforme, circondato da un sottilissimo alone citoplasmatico, il più delle volte scarsamente visibile. La durata vitale di queste cellule è molto varia, da 24 ore a molti anni.

Quanti e quali sono i tipi di linfociti?

Si possono distinguere tre diversi tipi di linfociti:

  1. Linfociti B: responsabili dell'immunità umorale anticorpale.
  2. Linfociti T: responsabili dell'immunità cellulo mediata.
  3. Linfociti NK: intervengono nella risposta immunitaria precoce.

Quali possono essere le cause dei linfociti alti?

I linfociti alti nel sangue possono essere correlati a molteplici cause e un paziente con linfociti alti potrebbe anche non avvertire alcuna avvisaglia.

Solitamente, i sintomi possono essere inoffensivi e descrivere solo una condizione temporanea dopo una malattia, ma potrebbero anche rappresentare qualcosa di più serio, come un’infezione cronica o un tumore del sangue (leucemia).

Se il medico rileva un numero di leucociti più alto della norma, questo potrebbe essere indice di determinate condizioni. Le varie cause possono essere raggruppate in base alla loro natura:

  • Tumori del sangue: che guastano il midollo e modificano la produzione cellulare sanguigna. Tra queste patologie, si possono distinguere le leucemie, che possono essere acute, croniche, mieloidi, linfatiche o linfoidi. Durante l’origine della malattia, di norma viene rilevata un’altissima quantità di globuli bianchi nel sangue. In questi casi, si parlerà di linfocitosi monoclonale, in quanto i linfociti che si riproducono sono tutti uguali. Ci sono poi i linfomi che bersagliano in particolar modo gli organi linfatici, come la milza e i linfonodi. Infine, troviamo le sindromi mieloproliferative, che si originano da una cellula staminale malata.
  • Farmaci: alcuni farmaci hanno la capacità di aumentare la circolazione dei leucociti nel sangue, come ad esempio la Minociclina, un antibiotico usato per trattare problemi al derma, come l’acne; l’Eparina; i farmaci antiepilettici, che potrebbero provocare una reazione al farmaco stesso, con aumento repentino dei globuli bianchi.
  • Infezioni: da micobatteri, come la tubercolosi; virali: sono le infezioni che compaiono in seguito a un virus, sono in grado di alterare la formula leucocitaria, come quella da Epstein Barr virus, responsabile della trasmissione della mononucleosi, da influenza, da raffreddore, da citomegalovirus, la parotite, la rosolia, il virus dell’Ebola, le infezioni da virus dell’epatite B, epatite C, l'herpes labiale o genitale, l’HIV; le parassitosi, come la Toxoplasmosi.
  • Malattie autoimmuni: questo tipo di patologie colpisce il sistema immunitario, provocando una costante infiammazione sistemica, come ad esempio nell'artrite reumatoide, che attacca le articolazioni sinoviali, l'ipertiroidismo autoimmune, che comporta un incremento del lavoro della tiroide, il lupus eritematoso sistemico, le vasculiti.
  • Stress: certi episodi di estrema tensione sono in grado di stimolare il midollo alla produzione di un'eccessiva quantità di leucociti.
  • Forte trauma fisico.
  • Disidratazione: questo fenomeno provoca l'innalzamento del valore di tutte le cellule che circolano nel sangue.
  • Splenectomia: senza la milza, non c'è più il deposito naturale di piastrine e globuli bianchi.
  • Tumori: l'organismo risponde a questa presenza estranea rilasciando citochine, che aiutano il midollo a produrre molti linfociti.
  • Pertosse.
  • Malattie infiammatorie croniche intestinali: come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa, infiammano e danneggiano l’apparato gastrointestinale, costringendo il corpo a rispondere con una sovrapproduzione di linfociti.

Cosa indicano i linfociti alti?

Riscontrare un livello di linfociti alto potrebbe implicare l'esistenza di:

Avere i linfociti alti significa, dunque, che il sistema immunitario è attivo e sta combattendo contro qualche agente estraneo.

La linfocitosi, ovvero un livello alto di linfociti, è un aumento delle cellule bianche nel sangue. I linfociti sono una parte importante del sistema immunitario. Aiutano a combattere le malattie, quindi, è normale assistere a un temporaneo innalzamento del loro livello in seguito a un’infezione.

Il valore normale di linfociti nel sangue, quindi, si aggira intorno a 1.5–3.5 x 109/l. Avere più di 3000 linfociti per microlitro di sangue equivale ad avere un valore sopra la media e quindi linfociti alti (linfocitosi). Nei bambini, la soglia varia in base all’età, arrivando a raggiungere anche i 9000 linfociti per microlitro.

Linfociti alti: quali sono i sintomi?

Molte persone con un alto numero di linfociti nel sangue non hanno sintomi quando viene loro diagnosticata la linfocitosi, la quale viene spesso riscontrata quando il medico ordina l’esecuzione delle analisi del sangue, per alcuni problemi di salute o per un controllo di routine, e si scopre l'anomalia. 

Anche quando le persone affette da questa patologia manifestano dei sintomi, spesso sono vaghi e possono essere riferibili ad altri problemi di salute. I sintomi possono includere i seguenti disturbi:

Quali possono essere le cause di linfociti bassi?

I linfociti bassi possono essere causati da: 

Cosa indicano i linfociti bassi?

Quando il numero di linfociti è basso, diminuisce in maniera drastica la capacità dell'organismo di contrastare le infezioni e resistere al loro attacco, di conseguenza, aumenta la probabilità di contrarre malattie. Si parla di leucopenia linfocitica quando i linfociti si riducono a meno di 1000 unità per millilitro di sangue.

Per curare i linfociti bassi, è necessario andare alla ricerca della causa che ha provocato questa condizione. Se, invece, durante le indagini mediche non sono state riscontrate malattie di base, solitamente il disturbo non ha bisogno di trattamenti.

Cosa sono i linfociti T?

I linfociti T (o cellule T) sono un gruppo specifico di leucociti appartenenti alla famiglia dei linfociti. Il loro nome deriva dall'esistenza di uno specifico recettore presente sulla loro superficie, chiamato recettore delle cellule T (T cell receptor, TCR). I linfociti T vengono prodotti nel midollo osseo (così come i linfociti B) e successivamente migrano nel timo, dove arrivano a maturazione.

I piccoli linfociti del timo, continuamente immessi nel sangue, avrebbero una durata media estremamente breve, di uno o due giorni, e per questo sono chiamati piccoli linfociti a vita breve; se però incontrano un antigene, una sostanza cioè estranea all'organismo e per esso nociva, verranno stimolati a diventare grandi linfociti e quindi plasmacellule, le quali secernerebbero l'anticorpo specifico, inattivando così l'antigene.

I grandi linfociti così derivati andrebbero incontro a mitosi, dando origine a una popolazione di linfociti, ciascuna dei quali ha in sé la memoria dell'antigene che ne ha stimolato la formazione, permettendo una rapidissima risposta nel caso di un secondo contatto con l'antigene. Questi sono i linfociti a vita lunga o cellule memoria, che si localizzerebbero poi nei linfonodi e nella milza. 

I linfociti T sono cellule immunocompetenti, responsabili di una risposta immunitaria ritardata (come ad esempio si ha nella tubercolosi) e portatori pertanto di anticorpi sessili.

Questi sono responsabili dell'immunità cellulo-mediata, ovvero della protezione dalle infezioni a opera dei microbi intracellulari, come virus e alcuni batteri. Si distinguono quattro sottopopolazioni di linfociti T:

  1. Linfociti T citotossici
  2. Linfociti T helper
  3. Linfociti T suppressor
  4. Linfociti T DHT

Cosa sono i linfociti B?

I linfociti B si occupano dell'immunità specifica mediante la produzione di immunoglobuline (anticorpi). Vengono istruiti nelle tonsille palatine e nelle formazioni linfatiche intestinali, responsabili, invece, della produzione di anticorpi nei fenomeni di ipersensibilità immediata.

La loro funzione principale è quella di produrre anticorpi contro uno specifico antigene. I linfociti B sono cellule che, in seguito a stimolazione, sono in grado di proliferare e trasformarsi in plasmacellule, capaci di produrre anticorpi in quantità elevate. Le immunoglobuline, quindi, si legano alla cellula bersaglio, segnalandola come ostile e provocando l'intervento di altre cellule deputate all'eliminazione dell’agente patogeno intruso.

Una volta sconfitto l'antigene, rimane una piccola popolazione di cellule della memoria, che va a costituire la memoria immunologica, pronta a rispondere a un’eventuale riesposizione al medesimo antigene.

Esistono 3 tipi di linfociti B:

  1. Linfociti B-1
  2. Linfociti B della zona marginale: presenti nella zona marginale della milza.
  3. Linfociti B follicolari o ricircolanti: questo tipo di linfociti (nel corso della maturazione) può portare alla proliferazione di plasmacellule o linfociti della memoria.

Quando consultare il medico?

Un numero elevato di linfociti si riscontra quando il medico prescrive degli esami di laboratorio e indica una condizione patologica già in atto. 

La conta dei linfociti, insieme a quella dei neutrofili (alti o bassi) e i risultati di altri esami diagnostici possono aiutare il medico a fare una diagnosi più accurata per controllare le condizioni di salute del paziente.

Argomenti: linfociti linfociti alti leucemia linfocitica leucemia
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